Ecco come agisce il killer silenzioso

La causa della morte delle quattro persone avvenuta ieri a Magenta è stata, secondo i primi accertamenti, il monossido di carbonio, il cosiddetto «killer silenzioso». Basta infatti una stufa o uno scaldabagno a combustibile, lasciati accesi a lungo in ambienti dove non c’è ricambio d’aria, perchè l’ossido di carbonio formatosi nella combustione raggiunga concentrazioni letali. L’ ossido di carbonio (o monossido di carbonio) è, infatti, un gas che si forma dal carbonio durante una combustione in ambienti con poco ossigeno. Una volta inalato, si unisce all’ emoglobina del sangue, la sostanza che trasporta l’ ossigeno ai tessuti. Forma così carbossiemoglobina, una sostanza che impedisce all’ ossigeno respirato di fissarsi nel sangue. Di conseguenza, le varie parti del corpo, soprattutto il cervello, ricevono sempre meno ossigeno. Inizialmente, l’ intossicazione da ossido di carbonio provoca mal di testa, vertigini, difficoltà di respirazione, confusione mentale, fino a convulsioni, coma e morte. Questo tipo di avvelenamento è particolarmente subdolo poichè dà prima un senso di torpore, seguito da perdita di conoscenza, per cui è difficile che il soggetto colpito si accorga dell’ accaduto.Basterebbe, dunque, poco per evitare queste morti; per esempio, una finestra socchiusa.

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