Ecco il borgo ligure amato da Hemingway

Dal famoso «muretto» con le firme dei personaggi illustri all'incantevole golfo

Gabriella Di Bernardo

La «Perla della Liguria» non ha alcuna intenzione di adagiarsi sul suo stesso mito. Alassio guarda oltre e supera se stessa, in un cammino che giorno dopo giorno la rende sempre più (e nuovamente) meta eletta di un turismo elegante e ricercato. Borgo amato da Hemingway, Montale, Levi; punto di riferimento di quella che un tempo si chiamava la «villeggiatura» grazie all'insediamento di una colta colonia inglese capeggiata dagli Hanbury alla fine del XIX secolo; località alla moda durante il boom economico, con lo storico Caffè Roma quale punto di incontro di personaggi illustri i cui autografi rimangono ancor oggi indelebili nelle piastrelle che formano il famoso Muretto, nato dalla volontà del pittore alassino Mario Berrino con la «complicità» dello stesso Hemingway. Tutto racchiuso in mezzo alle sue case di stile mediterraneo che degradano verso la lunga spiaggia di sabbia fine compresa tra il Capo Mele e il Capo di Santa Croce dominato dalla Cappelletta, davanti a un mare pulito e invogliante e con lo sfondo della Riserva naturale dell'Isola Gallinara. Uno splendido golfo con un clima mite tutto l'anno dove oltre alle bellezze naturali c'è un mondo fatto di ospitalità di alto livello, di ristorazione che sposa alla perfezione ricette tradizionali con sapori esotici, di luoghi storici e di cultura. Si può quindi approfittare della lunga estate alassina, che culminerà a settembre con l'assegnazione del Premio Letterario nazionale «Alassio centolibri Un Autore per l'Europa», giunto alla 25esima edizione, per un piccolo itinerario che tocchi tutti questi aspetti. A cominciare dalle visite guidate delle dimore storiche alla scoperta del favoloso passato degli Inglesi ad Alassio: «La Pergola», affascinante villa inglese ricca di opere d'arte immersa in un raro esempio di parco anglo-mediterraneo interamente preservatosi nella sua estensione originaria; la «Memorial Gallery Richard West», che custodisce il fondo librario inglese più importante in Italia dopo quello di Firenze con 15mila volumi e la «Pinacoteca Richard Whateley West», in cui sono raccolti 76 dipinti dell'artista irlandese stabilitosi ad Alassio alla fine del 1800; la «Chiesa Anglicana», tempio protestante in perfetto stile neogotico utilizzato dalla Colonia Inglese; o anche l'«Hanbury Tennis Club» inaugurato da Henry Lacoste e che dispone ancora oggi della storica Club House. Palazzo Morteo ospita invece la «Pinacoteca Carlo Levi» con una mostra permanente di 22 opere dello scrittore-pittore torinese. Da non perdere anche una passeggiata nella storia lungo la via Julia Augusta, che tra Alassio ed Albenga dispone ancora del tracciato stradario originale della via consolare voluta dall'Imperatore Augusto nel 13 a.C.

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