Ecco la democrazia dei manifestanti anti Tav: "Sul Tav di Torino impiccheremo Chiamparino"

I no Tav continuano la loro protesta. E prendono di mira l'ex sindaco di Torino, Sergio Chiamparino. Su un vagone del treno Frecciarossa sono comparse alcune scritte: "Sbirri infami", "Sul
Tav di Torino impiccherò Chiamparino". E a Livorno, a causa delle minacce di esponenti della sinistra antagonista, Chiamparino annulla un convegno 

Torino - I No Tav hanno preso di mira l'ex sindaco di Torino, Sergio Chiamparino. Il motivo? Essere favorevole ai lavori della linea ad altà velocità Torino-Lione. Contro Chiamparino sono comparse alcune scritte minatorie firmate No Tav (con la V che diventa una A rovesciata, quasi a richiamare il simbolo dell’anarchia) sulla motrice del treno Frecciarossa, in esposizione davanti alle Officine grandi riparazioni, polo museale dove è in corso la mostra sul 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia. Accanto alle scritte minacciose all’indirizzo dell’ex sindaco di Torino, che questa mattina su due quotidiani ha lodato l’intervento delle forze dell’ordine di ieri al presidio No Tav di Chiomonte, c’è anche una scritta ingiuriosa all’indirizzo della polizia. Si tratta di scritte verdi ben leggibili, in un luogo di Torino che da marzo richiama folle di turisti e visitatori da tutta Italia. Scritte che riportano queste diciture: "No Tav", "Sbirri Infami" e "Sul Tav di Torino impiccherò Chiamparino".

A Livorno minacce dagli antagonisti E come se non bastasse, Chiamparino ha dovuto annullare un incontro a Livorno, organizzato a margine di una mostra fotografica, dopo che erano state annunciate contestazioni all’esponente del Partito Democratico da gruppi della sinistra antagonista e di altri che sostengono la battaglia dei No Tav in Piemonte. Ieri pomeriggio alcune decine di persone erano scese in piazza organizzando un corteo spontaneo per le strade della città in solidarietà di coloro che partecipano le proteste in Val Susa e che sono state coinvolte negli scontri con le forze dell’ordine. Durante il corteo la protesta si è rivolta contro alcuni circoli del Partito Democratico: i manifestanti avevano "chiuso" simbolicamente le sedi con un nastro rosso e bianco. Il confronto si era svolto anche con alcuni brevi momenti di tensione e grida tra i partecipanti al corteo da una parte e i simpatizzanti dei circoli dall’altra. L’incontro di stasera era stato organizzato ai Bottini dell’Olio, nel quartiere della Venezia, nell’ambito di una mostra fotografica di Laura Lezza ("Il candidato. I candidati. Potere politico a Livorno").