«Ecco come rilancerò la motonautica»

Raffaele Chiulli è il presidente della Federazione mondiale di motonautica, istituzione riconosciuta dal Cio. Italiano, 53 anni, amministratore delegato di importanti realtà imprenditoriali, è stato eletto alla fine del 2007 e dirige questa storica federazione, che ha sede nel Principato di Monaco, dopo vent’anni di presidenza Tedesca.
Presidente, la sua gestione ha già dato una svolta alla Federazione...
«Per diversi anni questa disciplina sportiva e la Federazione Internazionale che ho l’onore di presiedere aveva goduto dei benefici dell’interazione cantieristica-sviluppo tecnologico che ne aveva fatto un valido banco di prova per la produzione di serie. A partire dagli anni Novanta si era seduta un po’ sugli allori di una situazione economica favorevole tralasciando aspetti fondamentali quali l’interazione con le altre federazioni motoristiche e istituzioni internazionali, la stesura di regolamenti piuttosto “slegati” dallo sviluppo tecnologico della cantieristica e chiare e lungimiranti azioni di marketing e comunicazione che rappresentano aspetti fondamentali per alimentare passione e sviluppo. Abbiamo operato concretamente per riposizionare la Federazione in una posizione più consona alla valenza strategica. Solo nel 2009 si sono svolte oltre 5mila competizioni a carattere nazionale organizzate dalle 55 federazioni affiliate. Siamo tornati ai vertici in associazioni internazionali come Gaisf-Sportaccord e Arisf. Siamo molto orgogliosi del fatto che l’executive board del Cio, ci abbia riconosciuto lo stato di “fully recognized member”. Significa che possiamo prendere parte alle principali attività del Cio e proporre la nostra partecipazione ai Giochi Olimpici a partire dal 2020».
State anche lavorando con altre Federazioni sulle politiche eco-compatibili?
«Abbiamo costituito, con la guida e il coordinamento dell’Uim un tavolo comune con le altre più importanti Federazioni motoristiche internazionali, quali Fia, Fim, Fai (automobilismo, motociclismo e aeronautica) per condividere e sviluppare know-how e innovazioni tecnologiche nell’ambito delle politiche ambientali e delle energie alternative. Abbiamo poi siglato un accordo con Unep (United Nations Environmental Program), ovvero l’istituzione ambientale delle Nazioni Unite, per condurre iniziative congiunte finalizzate alla eco-sostenibilita, allo sviluppo delle energie alternative e delle nuove tecnologie “environmentally friendly”. Nota dolente è l’interazione con la cantieristica. La motonautica è rimasta troppo distante dalla nautica, dal mondo della produzione di serie, e questo sarà uno degli obiettivi principali delle strategie future perché questi due mondi tornino a dialogare im modo costruttivo. La Motonautica deve tornare ad avere quel ruolo che ha brillantemente ricoperto negli anni Sessata-Ottanta e rappresentare quindi un valido banco di prova per l’industria nautica e per chi produce e opera nel mondo della cantieristica e dei motori».
Quanto ha pesato la crisi economica nell’ultimo biennio?
«Indubbiamente l’impatto è stato significativo anche per il nostro sport, soprattutto in questa stagione. Le discipline principali, diciamo quelle di elite, hanno risentito della riduzione degli investimenti nella promozione e nello sviluppo. Tuttavia tutti i campionati sono comunque partiti e tuttora in corso. Sappiamo che dovremo fronteggiare ancora momenti difficili e proprio per questo abbiamo lavorato a fondo per ridurre i costi, per beneficiare al meglio dell’interazione con le altre istituzioni e federazioni internazionali e guardare ad un futuro più “verde” in piena armonia e sinergia con il mondo dell’industria nautica. La sfida è impegnativa e non sarà facile, ma dalla nostra abbiamo il pieno supporto delle nostre autorità nazionali e del board. Senza contare la voglia e la passione dei moltissimi praticanti e supporter nel mondo».

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