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Il 2026 sarà l'anno dell'euro digitale. Banche attente allo spettro fintech

L'IA aiuta i clienti, ma il rapporto umano resta centrale

Il 2026 sarà l'anno dell'euro digitale. Banche attente allo spettro fintech
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Un'Italia forte in grado di farsi ascoltare su temi chiave come automotive, casa green ed euro digitale. È questa l'immagine disegnata dall'europarlamentare Guido Crosetto, l'ospite che ha aperto l'evento L'anno che verrà Piemonte-Liguria, organizzato al Grand Hotel Principe di Limone Piemonte da Il Giornale del Piemonte, Il Giornale del Piemonte e della Liguria Web, Edicola Digitale, La Bisalta, La Piazza Grande, Il Nuovo Braidese, Espansione, BancaFinanza, Giornale delle Assicurazioni. Un'occasione per confrontarsi con politici e rappresentanti del territorio e analizzare le sfide e le opportunità del 2026.

Fra gli ospiti, il senatore Roberto Rosso (Forza Italia), il direttore generale della Cassa di Risparmio di Savigliano Emanuele Regis (da poco premiato con il Leone d'argento al merito), il presidente della Camera di Commercio di Cuneo, Luca Crosetto, e Fabrizio Siggia, presidente esecutivo della Fondazione Gigi Ghirotti, che si occupa di assistere i malati cronici e terminali. Sono intervenuti anche l'assessore della Regione Piemonte all'Agricoltura, Commercio, Turismo, Sport, Paolo Bongioanni, il presidente del Parco delle Alpi Marittime, Armando Erbì, il presidente di Conitours di Cuneo, Beppe Carlevaris e il presidente dell'Associazione Sergio Biancheri, Sergio Scibilia, oltre al sindaco di Limone Piemonte Massimo Riberi. A moderare l'ex Miss Italia Eleonora Pedron.

In particolare, Crosetto ha puntato i fari sul progetto dell'euro digitale a cui sta lavorando la Bce: "Noi siamo dipendenti nei pagamenti digitali da due aziende: Visa e Mastercard. Non si può pagare online se non con questi due marchi. In più, c'è il rischio di immissione anche delle stablecoin", spinte dal Genius act di Donald Trump. "L'euro digitale ha proseguito Crosetto - è un'idea intelligente. Il contante non è in discussione, sarà sempre un'alternativa alle carte digitali. Nei sistemi di pagamento sarebbe più cauto avere un'infrastruttura pubblica".

Sul futuro del credito è intervenuto anche Emanuele Regis, che ha sottolineato come l'intelligenza artificiale stia rivoluzionando il settore: "Grandi e piccoli istituti stanno investendo molto sull'Ia. Questo ha come conseguenza l'accelerazione di bipolarizzare le banche. I grandi gruppi inseguono la redditività, abbandonando i segmenti che non sono redditivi per l'azienda", mentre "l'altro gruppo di banche, tra cui rientriamo noi, invece, mette al centro la relazione umana, perché usiamo l'Ia nel back office e non nel contatto umano. Il ruolo di una banca di territorio come la nostra è quello di sedersi al tavolo con gli imprenditori e pensare insieme al loro futuro".

Sullo sfondo, lo spettro dei colossi fintech stranieri che stanno assediando il sistema del credito

italiano: "Sono nati competitor che in pochissimo tempo sono cresciuti a dismisura imponendosi sul mercato, è il caso di Revolut, oramai la quarta banca più grande in Italia e nata tre anni fa", ha concluso Emanuele Regis.

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