Agroalimentare, TuttoFood partner degli operatori per spingere la ripartenza. Nasce TuttoFruit

Si prepara l'edizione di maggio 2021 tra nuove abitudini di acquisto e consumo, boom di e-commerce e food delivery. Alimentare anticiclico, tra febbraio e marzo +19% tendenziale. Nuovo picco settimanale per il confezionato nella grande distribuzione a quota 1.354 milioni di euro. Il 69% degli italiani torna anche nei negozi di vicinato

Nuove abitudini di acquisto e consumo, boom dell’e-commerce e crescita esponenziale nella trasformazione digitale, rimodulazioni nelle catene di fornitura, retail e commerci internazionali: scenario in continua evoluzione innescato dall’emergenza Covid-19 e dal suo impatto che vede il settore del Food and Beverage trova in prima linea e guarda con attenzione alle fasi successive che saranno affrontate nei prossimi mesi, quelle della "nuova normalità".

Secondo il rapporto sull’impatto dell’emergenza Covid-19 elaborato a marzo da Ismea, l’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare, pur confrontandosi con il blocco quasi totale del canale Ho.Re.Ca. il settore ha rafforzato trala sua valenza anticiclica confermandosi tra quelli meno colpiti. Rielaborando dati Nielsen, l’Istituto rileva infatti che, nella settimana dal 9 al 14 marzo, la spesa per prodotti confezionati nella distribuzione organizzata ha toccato un nuovo picco a 1.354 milioni di euro. Tra il 17 febbraio e il 15 marzo le vendite sono cresciute del 17% rispetto alle quattro settimane precedenti (congiunturale) e del 19% rispetto allo stesso periodo nel 2019 (tendenziale). La maggior parte della spesa continua a essere effettuata nei supermercati (43%) mentre la spesa alimentare online registra incrementi settimanali tra il 57% e il 95%.

Crescita esponenziale confermata anche dall’Osservatorio eCommerce B2C del Politecnico di Milano, secondo il quale il Food & Grocery è il settore che più ha beneficiato del boom di vendite online con la domanda (l’1,1% a fine 2019) che si moltiplicata in misura rilevante, registrando una forte preferenza da un lato per i prodotti che conferiscono una percezione di sicurezza, come cibi in scatola o a lunga durata, dall’altro per quelli che contribuiscono all’idea di “fare qualcosa insieme” in famiglia durante il lockdown come pane, farina, lievito.
Il food delivery ha conquistato nuovi spazi, come indica l’Osservatorio Just Eat: il 90% degli italiani lo ritiene un servizio essenziale e il 60% lo sta utilizzando. La pizza è il piatto più ordinato, seguita da hamburger, sushi, pollo e cucina italiana. In forte crescita dolci e i gelati (+133%), ma anche sushi e cibo giapponese nei formati famiglia (+124%) e i salutistici poké bowl (+54%).

Si consolida il trend ad affiancare alla grande distribuzione i negozi di prossimità: un sondaggio di Havas Commerce rivela che il 69% degli italiani è tornato a fare la spesa nei piccoli negozi di quartiere prediligendo prodotti di prima necessità (76%), prodotti da forno (49%) e cibi “ricreazionali” (39%).
Sempre riguardo ai comportamenti di acquisto, ancora Ismea nota un forte orientamento verso i prodotti di IV e V gamma (verdure e ortofrutticoli freschi prelavorati e confezionati) e il multiprodotto conservabile, specie nelle prime settimane di lockdown. Tra le singole merceologie, in crescita carni (+29% tendenziale e +20% congiunturale), ittico (+28% e +29% rispettivamente), uova fresche (+26% e +23%) e ortaggi (+24% e +22%). Quali invece i prodotti di cui si sente di più la mancanza? Tornando al sondaggio Havas, gli italiani indicano nell’ordine i dolci artigianali (28%), i prodotti freschi (22%) e verdura e frutta fresche (21%).

TUTTOFOOD PARTNER A SUPPORTO DELLE FILIERE

Continuando sulla linea di garantire vita e salute delle persone, i segnali emerso in questo difficile periodo, consento di guardare al futuro e alla ripresa anche sul fronte di una manifestazione di riferimento per l’agroalimentare come TuttoFood, il grande salone internazionale di Fiera Milano che è in calendario dal 17 al 20 maggio 2021. Lavoro focalizzato ancora di più per mettere in pratica il concetto non solo di marketplace internazionale, ma anche come partner a tutto campo degli operatori nel sostenere il loro business, 365 giorni l’anno. TuttoFood infatti, sulla base di un costante monitoraggio dei mercati e degli stili di consumo ha prodotto osservatori per aiutare il settore a orientarsi tra le nuove tendenze ed è stato acceso un riflettore sui comparti dando voce agli attori delle filiere con gli approfondimenti per settore del web magazine. Questo con l’obiettivo di realizzare un’edizione 2021 sempre più un punto di riferimento per l’agroalimentare in Italia e all’estero, a partire dai comparti più dinamici.

NASCE TUTTOFRUIT

Dopo il successo riscosso nell’edizione 2019 dal salone Fruit Innovation, l’anno prossimo frutta e verdura fresche, insieme alla IV gamma (verdure e ortofrutticoli freschi confezionati) diventano protagoniste del nuovo settore, TuttoFruit che valorizzerà in modo ancora più efficace i prodotti ortofrutticoli ad alto contenuto di servizio. Gli operatori troveranno anche frutta secca, disidratata e fresca oltre a ortaggi freschi, legumi, ortofrutta biologica, erbe aromatiche e spezie. Attese significative presenze di produttori nazionali e internazionali mentre gli operatori italiani ed esteri includeranno, tra gli altri, importatori e grossisti, buyer della grande distribuzione organizzata, rappresentanti del settore Ho.Re.Ca. e gestori di piattaforme di distribuzione. Ed è importante il focus sull’internazionalizzazione con un forte investimento nello scouting e la costante integrazione di nuovi buyer altamente profilati nel portafoglio dei top buyer.

TuttoFood, ricordiamo, si tiene con cadenza biennale e l’ultima edizione ha registrato la partecipazione di 3.079 brand, dei quali il 16% internazionali. I visitatori professionali nel 2019 sono stati 82.551, dei quali il 23% esteri da 143 Paesi.

Per tutte le informazioni: www.tuttofood.it, @TuttoFoodMilano

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Commenti

cir

Gio, 07/05/2020 - 14:10

bisogna sabotare tutte le GDO e le vendite on line. Unico modo per riaprire le piccole entita' commerciali e dimostrare di avere un cervello.

cir

Gio, 07/05/2020 - 14:35

agli italiani basta poco per farli contenti , sono di bocca buona.. a differenza dei FRANCESI ,abituati ad una cucina inarrivabile in italia..