Anche Bper si trasforma in spa

L'ad Vandelli: «Ora servono soci che ci diano stabilità»

Anche la Bper dice addio al meccanismo del voto capitalrio e diventa una spa.

L'assemblea della (fin qui) Popolare dell'Emilia Romagna, riunita ieri alla Fiera di Modena ha infatti approvato la trasformazione da società cooperativa a società per azioni e la conseguente adozione di un nuovo statuto sociale. La delibera è stata adottata per alzata di mano in presenza di 4.071 azionisti, con 4.063 voti a favore 4.063, il 99,80%, tre voti contrari e cinque astenuti. Bper è una delle ultime banche popolari a dover adeguarsi alla riforma Renzi-Padoan, che come è noto impone agli istituti cooperativi con oltre 8 miliardi di attivi il passaggio alla spa entro dicembre di quest'anno. «Sono i soci che ora devono fare il loro percorso, si stanno muovendo e spero che possano continuare per dare stabilità alla banca», ha detto ieri l'ad Alessandro Vandelli. Aggiungendo che non sarà un percorso brevissimo, magari con delle tappe intermedie, come l'assemblea 2017 che prevede l'elezione di 8 dei 15 consiglieri, «quando capiremo meglio le forze in campo. Quello è il primo passaggio». Il secondo sarà l'assemblea 2018 quando si rinnoveranno sette consiglieri, scadrà il mandato dello stesso ad e del presidente Ettore Caselli che ieri non ha partecipato all'assemblea per un'improvvisa indisposizione.

Quanto a possibili aggregazioni, Vandelli ha sottolineato che «il tema dimensionale della banca è rilevante e credo che sia possibile vedere qualcosa nel 2017». In riferimento alla possibile acquisizione delle banche valtellinesi, l'ad ha detto che il territorio per Bper è «strategico come quello di tutta la Lombardia, e da quelle parti abbiamo degli amici. Ma bisogna essere rispettosi dei tempi, dei modi e delle volontà degli altri, quindi per vedere se faremo un'operazione di aggregazione bisognerà aspettare i prossimi mesi».

Lo scorso 21 novembre in un'intervista Vandelli non aveva rinunciato a mandare messaggi verso la Popolare di Sondrio e il Creval. Su Veneto Banca l'ad aveva infine sottolineato che il Veneto e l'Emilia sono aree «nel nostro dna in cui ci piacerebbe crescere».

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