Per le anomalie del "Piccolo" serve un colpo di teatro

Il Piccolo Teatro, storica realtà culturale milanese e fiore all'occhiello del progressismo, è nella tempesta

Per le anomalie del "Piccolo" serve un colpo di teatro

Il Piccolo Teatro, storica realtà culturale milanese e fiore all'occhiello del progressismo, è nella tempesta. E non per la collocazione in cartellone della storica rappresentazione da Shakespeare firmata da Giorgio Strehler. Oggi si parla di tempesta in merito a presunte irregolarità nella gestione amministrativa riscontrate da ispettori del ministero dell'Economia e della Finanza. Seppur la grande stampa abbia prontamente inteso ridimensionare l'accaduto (non vi sarebbe nulla di eclatante) nel report si scrive di criticità nell'assegnazione dei premi aziendali, nella quantificazione dell'integrazione riconosciuta ai dipendenti, nel conferimento di incarichi di collaborazione e consulenza, negli adempimenti anticorruzione e trasparenza. Una lista di anomalie dalle quali parrebbe complicato affermare che non vi sia nulla di eclatante. Qui, ovviamente, non vi è interesse ad entrare nel merito della vicenda per finalità strumentali. Tanto più che il riferirsi alla cultura liberale impegna ad avere una visione garantista fino a prova contraria. Pertanto il Piccolo Teatro avrà modo di chiarire la sua posizione. Ma ciò non ci esime da una riflessione.

Il Piccolo è un'istituzione pubblica che beneficia di sostegni economici, anche rilevanti (il Comune di Milano è socio di maggioranza). Pertanto la cosa riguarda tutti i cittadini contribuenti. E le anomalie evidenziate nella corposa relazione dei due ispettori dicono di problematiche inerenti a una gestione quanto meno opaca. E a una vigilanza perlomeno poco presente. Purtroppo non sono rari gli attacchi di sonno nel pubblico che inficiano il metodo della puntuale verifica delle attività. Vedremo gli sviluppi.

Per intanto la Regione ha deciso di interrompere l'erogazione di fondi. Il Comune sta meditando (il contraccolpo però lo ha avvertito). In termini generali rimane vivo il problema: le falle che periodicamente vengono alla luce quando è protagonista lo Stato nelle sue diramazioni. Ci vorrebbe un colpo di teatro per invertire la rotta. Con una pièce d'impronta liberale.

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