Asse Putin-Tsipras contro Banca Mondiale e Fondo Monetario

Il presidente russo invita la Grecia alla Nuova Banca per lo Sviluppo, l'ultima creazione dei Brics contro lo strapotere economico di Usa e Ue

Asse Putin-Tsipras contro Banca Mondiale e Fondo Monetario

È un altro mattoncino nell'alleanza tra Mosca ed Atene, forse il più importante dall'elezione di Alexis Tsipras. Il presidente russo Vladimir Putin, rende noto il governo ellenico, ha infatti offerto alla Grecia di aderire alla Nuova Banca per lo Sviluppo, creata lo scorso luglio dai Paesi Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica).

Si tratta di un'istituzione in qualche modo alternativa a Fondo Monetario Internazionale e Banca Mondiale, affiancata da un fondo di riserva per le emergenze, con lo scopo di finanziare infrastrutture strategiche nei Paesi in via di sviluppo. Pur varata con un capitale iniziale di "soli" cento miliardi di dollari, ha suscitato grande ottimismo e garantito enorme visibilità per tutti quei Paesi decisi a scalzare il monopolio delle istituzioni di Bretton-Woods.

Ora a fianco dei Brics propriamente detti potrebbe entrare anche la Grecia, in base ad un accordo che dovrebbe essere formalizzato il prossimo 18 giugno, quando Alexis Tsipras sarà a San Pietroburgo per il Forum dell'Economia e quando si dovrebbe parlare anche dell'estensione in territorio greco del gasdotto Turkish Stream, grazie anche all'impiego di denaro russo.

Se Putin riuscisse ad "arruolare" Tsipras tra i membri della Nuova Banca per lo sviluppo, la nuova istituzione lanciata dai Brics includerebbe un'economia in pessime condizioni ma espressione di un Paese politicamente al centro di uno scontro geopolitico intercontinentali. Per la Ue si tratterebbe di un importante smacco politico, paragonabile solo all'eventualità del cosiddetto "Grexit", l'uscita di Atene dalla moneta unica.

Secondo quanto riferisce il tedesco Spiegel, funzionari governativi greci avrebbero salutato l'eventualità come "una bella sorpresa". Una volta membro della nuova Banca, la Grecia potrebbe fare domanda per aiuti e fondi per lo sviluppo. Una possibilità che il Fondo Monetario Internazionale garantisce solo a condizioni ben precise. Che Atene va dicendo da mesi di non essere più disposta ad accettare.

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