Da Hogwarts ai corridoi patinati di Succession, passando per Game of thrones ed Euphoria, il mondo delle serie tv che per anni ha avuto un solo indirizzo in Italia cambia casa. Con l'accordo tra Tim e Warner Bros. Discovery per l'arrivo di Hbo Max nel nostro Paese, il primato dello streaming smette di essere sky-centrico e trasloca su TimVision. Un passaggio di testimone che pesa più di un semplice deal commerciale: le serie e i film più iconici di Hollywood, ma anche eventi come le Olimpiadi, diventano leva strategica per trasformare una piattaforma telco in un vero hub culturale. Grazie a questo accordo pluriennale, Hbo saluta Sky e approda su TimVision, offrendo agli abbonati un accesso privilegiato ai contenuti della piattaforma e ridefinendo gli equilibri del mercato dello streaming in Italia.
L'operazione si inserisce in un piano di espansione più ampio per Warner Bros., previsto per il 2026, che coinvolgerà anche Germania e Regno Unito. Ma sarà proprio l'Italia a fare da banco di prova, osservata speciale per testare il nuovo modello distributivo.
Con un solo abbonamento, TimVision propone combinazioni esclusive di contenuti pensate per intercettare un consumo di intrattenimento sempre più quotidiano e trasversale: a partire da 7 euro al mese, gli utenti possono accedere all'intero catalogo Hbo Max insieme a TimVision Play, Netflix e Infinity Plus.
"Dalla prima chiamata del mattino alla serie tv della sera. Dalla bolletta alla protezione della famiglia, fino ai progetti futuri. Stiamo costruendo un mondo Tim come una cassetta degli attrezzi sempre più ricca: strumenti semplici e concreti che le persone possono usare quando servono, nella vita di tutti i giorni.
Non aggiungiamo opportunità per moltiplicare l'offerta, ma per dare alle persone più possibilità reali", ha commentato Pietro Labriola (in foto), amministratore delegato di Tim.Insomma, non è solo una questione di catalogo, ma di potere simbolico: perché chi controlla le storie che tutti vogliono vedere, controlla anche l'attenzione. E quella, più dei diritti tv, è la vera posta in gioco.