Economia

Assolegno: "Case in legno, così la bioedilizia valorizza gli immobili"

Il presidente Angelo Marchetti: "Trend in crescita in Italia, dalla Ue spinta alle costruzioni sostenibili. L'importanza dei boschi certificati che garantisce la qualità del prodotto. Per far crescere il settore bene il Superbonus ma serve chiarezza nella sua applicazione ancora troppo caotica"

Assolegno: "Case in legno, così la bioedilizia valorizza gli immobili"

“Gli edifici in cui viviamo e lavoriamo producono più del 40% di emissioni. Devono diventare meno costosi e più sostenibili. Il settore delle costruzioni può essere trasformato da fonte di carbonio in serbatoio di carbonio se usiamo materiali costruttivi come il legno e usiamo le smart technologies come l’AI”, in un suo recente intervento la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha sottolineato con forza la strada dell’economia green che l’Unione Europea deve imboccare perché diventi “leader dell’economia circolare”.

E il riferimento preciso all’impiego della “materia prima legno” nell’edilizia - pubblica e privata - è stato accolto con interesse anche in Italia, dove il settore si sta sviluppando da una decina d’anni portando una forte carica di innovazione progettuale e tecnologico-costruttiva.
“La presidente della Commissione ha indicato le principali direttive da mettere in campo nel breve periodo nel campo delle costruzioni: edifici con grande performance energetica, utilizzo delle tecnologie abilitanti per aumentare il controllo che vanno dalla progettazione alla manutenzione - commenta Angelo Marchetti, presidente di Assolegno, associazione di FederlegnoArredo e amministratore delegato di Marlegno - ma la vera novità è che ha definito il concetto di sostenibilità ambientale: esiste quando misura il CO2, l’anidride carbonica”.

“Visto in modo più semplice e comprensibile significa che prima abbiamo comprato una casa con la certificazione energetica che dà un valore superiore all’immobile perché nel tempo consuma meno energia, ora diventerà importante anche sapere con quali materiali con minore impatto sull’ambiente è stata costruita e questo ne aumenterà il valore. Il legno ha infatti la capacità di fare da magazzino di anidride carbonica. Secondo una ricerca del Composite center britannico ogni appartamento di medie dimensioni costruito con materiale in legno stocca anidride carbonica per 20 tonnellate. Questo ha portato a un aumento di interesse per l’impiego del legno nelle costruzioni e nell’arco di pochi anni si è passati velocemente dal concetto classico di chalet o casa mono-familiare, a costruzioni molto più grandi come villette a schiera, palazzi fino a 8 piani e interi quartieri. La costruzione in legno è diventata alla portata di tutti”, aggiunge.

“Il mercato è cresciuto, in Italia nel 2018 sono state realizzata circa 3400 unità abitative. Una una nicchia rispetto al mercato delle costruzioni perché secondo dati Ance su 140 miliardi di euro investiti, metà in infrastrutture e metà in costruzioni, il sistema casa di bio edilizia in legno fattura 2 miliardi di euro. Ma il trend è chiaro - spiega ancora Marchetti -: mentre il mercato tradizionale è sceso, il nostro settore ha tenuto ed è in fase di espansione. Il costo della casa in legno, a parità di finiture e di prestazioni energetiche è uguale rispetto agli altri materiali, tenendo conto che la struttura in legno è solo una parte della costruzione. C’è poi il vantaggio della riduzione notevole dei tempi di cantiere perché si lavora a secco, si progetta tutto prima e si va in produzione con ogni elemento già definito. Per noi il cantiere è la fabbrica, deve essere efficiente. Lo sviluppatore immobiliare può mettere così sul mercato un prodotto immobiliare innovativo a costi competitivi”.

“Sul tema del basso impatto ambientale chi usa il legno parte da un vantaggio molto forte: i materiali sono distinti fra quelli a energia grigia e quelli a energia verde. Per produrre i primi si immette anidride carbonica nell’ambiente inquinando mentre i secondi hanno più CO2 stoccata durante la lavorazione che non è dispersa nell’ambiente. Non solo, in caso di ristrutturazioni o di demolizioni di edifici portare in discarica materiali o recuperare il legno non è la stessa cosa - spiega ancora il presidente di Assolegno -. Il legno continua a creare valore economico con il riciclo e il riutilizzo: ad esempio producendo truciolato per pannelli e se il ciclo termina può produrre energia o calore in una centrale a biomassa per produrre energia o calore. Altro vantaggio è che, essendo più leggero, rientra più facilmente nei parametri antisismici rispetto ad altri materiali, in particolare in caso di ristrutturazione edilizia”.

“Importante però è la qualità del legno perché la sostenibilità ha valore solo se proviene da foreste certificate, dall’agricoltura del bosco: ovvero se taglio dieci piante ne ripianto 20. “Noi usiamo tutto legno europeo, il sistema funziona bene e le foreste aumentano perché producono ritorni economici con una visione di lungo periodo mentre in molte parti del mondo si disbosca pensando ai vantaggi economici immediati con tutti danni del caso.In Italia, che ha il 30% del territorio a patrimonio boschivo si sta seguendo questa strada virtuosa ma al di là di qualche eccellenza sono ancora pochi i boschi da cui si preleva materiale certificato ed è necessaria una diversa visione di agricoltura del bosco”.

Se il trend di crescita della bio-edilizia in Italia è positivo oggi c’è un problema di mercato che ha bisogno di stimoli e certezze. “Oggi su 100 nuove case 14 sono in legno, e questo è un segnale importante, ma a prevalere negli investimenti sono ancora le ristrutturazioni rispetto alle nuove costruzioni perché il mercato è bloccato. Non solo quello privato ma anche quello pubblico: escono pochi bandi, ad esempio per le scuole mentre bisognerebbe fare di più. Bisogna anche tener conto che in certi casi è più conviene demolire il vecchio e costruire ex novo puntando sull’innovazione dell’edificio”.

Una spinta positiva anche alla bio-edilizia può arrivare dal Super bonus 110% che ha suscitato forti aspettative, ma Angelo Marchetti la definisce “spinta propositiva” importante per far ripartire l’economia e l’edilizia “ma serve chiarezza nei meccanismi, c’è ancora troppo caos nella definizione delle regole e occorre arrivare almeno fino al 2023. Questo si lega all’altro grande tema della semplificazione burocratica legata all’edilizia - conclude il presidente di Assolegno - servono poche regole in un quadro di certezze, mentre cambiano continuamente da comune a comune, da regione a regione. E serve un corretto controllo del loro rispetto per consentire di costruire con maggiore qualità. La semplificazione burocratica non deve essere un percorso a ostacoli con i conseguenti costi aggiuntivi che genera per le imprese. Solo così la spinta propositiva diventerà positiva generando investimenti e lavoro per tutta la filiera".

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