Autostrade, spunta l'idea di un'offerta Cdp sull'88%

Possibile cordata di garanzia, guidata dalla Cassa, per tutto il pacchetto. Occhi sul 18 ottobre

Le trattative tra Atlantia e Cdp su Autostrade potrebbero ripartire, non senza ostacoli, da una maxi-offerta di acquisto. Dopo uno scontro al vetriolo, la strada su cui si starebbe cercando di trovare una possibile convergenza sarebbe la cessione dell'intero 88% di Aspi in capo ad Atlantia a Cdp, in cordata con investitori istituzionali di suo gradimento. Insomma, in campo scenderebbe una sorta di cordata «di garanzia», forse composta da player tutti italiani. A farsi avanti, tra i gruppi privati italiani, ci sono tra gli altri F2i, Gavio, Toto, Dogliani.

Ipotesi allo studio che sarebbe prevista dagli accordi del 14 luglio (l'altra era la scissione) e quindi permetterebbe alla Cassa Depositi guidata da Fabrizio Palermo di mantenersi nel solco dell'intesa siglata mesi fa, baluardo degli accordi possibili sul fronte romano. A spingere Cdp verso questa strada sarebbe stato il governo nella consapevolezza che, nonostante le minacce, la strada della revoca si faccia sempre più impervia ed economicamente rischiosa.

La situazione è però ancora molto fluida tanto che Cdp si dice «cauta» e non trapelano commenti di sorta. Atlantia, che ha riunito lunedì il proprio cda per un'analisi generale della situazione, dal canto suo potrebbe dire sì a una trattativa in esclusiva, ma molto dipende da due aspetti: prezzo e manleva, vecchi cavalli di battaglia delle parti litigiose.

Nei prossimi giorni Atlantia e Cdp potrebbero, dunque, avviare una negoziazione ad hoc, la cui scadenza potrebbe essere il 18 ottobre. In questo modo Atlantia potrebbe valutare l'offerta di Cdp che ha già un board convocato per il 19 ottobre e operare in tempo in vista dell'appuntamento del 30 ottobre, quando è convocata l'assemblea degli azionisti di Atlantia per votare il processo «dual track», portato avanti fino a ora.

Aspettando una convocazione formale, o la proposta di Cdp, il governo Conte attende e predispone tutti gli atti nell'eventualità (a questo punto remota) di dover procedere con la revoca. La procedura, ha spiegato nei giorni scorsi il ministro dei Trasporti Paola De Micheli, prevede in primis un atto dirigenziale, firmato dal dirigente vigilanza concessioni, seguito da un decreto interministeriale (Mit e Mef). Serve anche un decreto legge per la gestione temporanea della rete, per dare il tempo di spacchettare la tratta e mettere, poi, a gara come previsto dalle leggi vigenti. Ieri il titolo Atlantia ha chiuso la seduta a Piazza Affari piatto a quota 13,26 euro.

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Commenti

necken

Mer, 14/10/2020 - 15:13

Statalizzare (vedi Alitalia) non è una soluzione ma uno spreco di risorse bisogna responsabilizzare i privati, con regole chiare, dettagliate & precise e poi monitorare costantemente la loro gestione.