Avvocati d'affari in crisi: ci sono solo fisco e lavoro

Sono ormai gli unici due rami che rendono nei Tribunali. Finmeccanica: dietro alla Jeanne un professionista vicino al Pd

Non penserete che la zuppa abbia mollato l'osso Finmeccanica. O meglio la questione di Lisa Jeanne, la supposta esperta dell'università parigina Sciences Po, lanciata dal centro studi Nens (fondato da Pier Luigi Bersani e Vincenzo Visco) e che tutti i quotidiani hanno ripreso e citato come autorevole censore del management Finmeccanica. La tesi dell'esperta, per farla breve, è che la dirigenza della società debba essere cambiata per dare nuovo respiro a questa importante industria. Pensierino che, meno autorevolmente, sta passando anche per la testa della segreteria del Pd.

La settimana scorsa vi abbiamo raccontato i nostri sforzi, vani, nel contattarla. La Jeanne sembrerebbe un fantasma: non esiste sulla rete e non è conosciuta all'università parigina. Oggi facciamo un passo in più (grazie ad un attento lettore di questa zuppa che ringraziamo). Abbiamo finalmente trovato un prezioso indizio sull'identità della misteriosa studiosa. È sufficiente scaricare il poderoso studio fatto dalla medesima e pubblicato da Nens. Una volta ottenuti i file (per i tecnici, trattasi di Pdf) si può agevolmente andare a vedere il cosiddetto creatore del documento elettronico. Mentre nella prima puntata compare come autrice il nostro fantasma Lisa Jeanne, nelle puntate numero due e tre inaspettatamente compare come autore un tale Dario Salerni. La ricerca sull'identità di Salerni è più fruttuosa di quella della Jeanne. Scopriamo intanto che esiste. E poi che è un signore con un fior di curriculum in consulenze industriali e aziendali. Rintracciamo alcune sue datate collaborazioni indovinate con chi? Finmeccanica. Lo vediamo associato ad un tal Stefano Zara, responsabile economico del Pd. Il quale Zara, proprio pochi giorni fa, ha vergato un articolo contenente proprio alcune delle tesi della Jeanne. Il cerchio si chiude. La Jeanne non sembra esistere. Due dei tre file della suddetta sono attribuibili elettronicamente ad un certo Salerni.

Che non solo ha contatti con Finmecca, ma anche con ambienti Pd che scrivono cose simili alla Jeanne. Azzardiamo la Jeanne potrebbe essere Salerni. Resta un quesito di fondo: per quale diavolo di motivo l'autorevole Nens si sarebbe inventato una frottola di questo tipo? Va bene creare un nom de plume, ma attribuirgli anche un autorevolezza derivante dalle sue ricerche in una prestigiosa università parigina, rasenta la millanteria dell'indimenticabile Sordi in «Un americano a Roma».

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Grazie all'ottimo lavoro che svolge la rivista Top legal possiamo darvi uno spaccato di dove sta andando la professione degli avvocati. O meglio sui principi del foro.

I primi cento studi d'Italia hanno fatturato l'anno scorso circa 1,8 miliardi di euro. Mica male. Ma in continuo calo negli ultimi tre anni.

La cosa più interessante è chi vince in questa speciale classifica. In Italia, con l'arrivo dei grandi nomi stranieri e delle privatizzazioni, si sono formati studi supermarket che forniscono l'assistenza su tutto. Sono veri e propri giganti. In testa, come da anni, un terzetto di italiani: Bonelli, Erede, Pappalardo con 130 milioni di fatturato e poi seguono Chiomenti e Gianni Origoni Grippo Cappelli & partners. Ma il vero numeretto che conta è l'utile per socio, e qui i big scompaiono. La loro redditività viene polverizzata da boutique specializzate. Il primo in assoluto è uno studio tributario toscano, Andreani. Che fa segnare un utile per socio di 3,3 milioni di euro l'anno. Segue Maisto, un altro studio di tributaristi, con 3,11 milioni e White & Case che fa soprattutto civile, societario e commerciale. Terza ed ultima classifica quella che riguarda il fatturato per professionista impiegato nello studio. E ritroviamo in prima posizione lo studio Maisto (vero vincitore finale di questo intreccio di classifiche) seguito dai penalisti Moro Visconti de Castiglione Guaineri (che tra i loro clienti hanno anche i manager Eni). In terza posizione i giuslavoristi di Marco de Bellis, seguiti per poco da un altro giuslavorista affermato come Trifirò. Stop. Fermiamoci con le liste. È una foto dell'Italia che vale mille indagini. Fisco e Lavoro sono i temi centrali delle nostre discussioni quotidiane e spesso anche di quelle che si svolgono nell'aule dei tribunali.

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