Banca d'Italia: "Chiediamo di poter rimuovere i manager"

Il governatore Visco: "Adesso non abbiamo potere sui vertici delle banche". E avvisa: "Attenzione ai conti pubblici, affrontare nodo della fiscalità"

Banca d'Italia: "Chiediamo di poter rimuovere i manager"

"L’Italia non deve abbassare la guardia: il definitivo superamento della crisi richiede, ulteriori, prolungati, sforzi". A dirlo è Ignazio Visco al Forex, ricordando all'Italia che gli sforzi non sono ancora finiti. "L’attenzione degli investitori internazionali continua a concentrarsi sulla capacità di equilibrio dei conti. È la precondizione, non l’ostacolo alla crescita", sostiene il governatore della Banca d'Italia secondo cui "pur con la dovuta attenzione alla necessità di mitigare le conseguenze di natura sociale e distributive" i programmi di risanamento devono continuare.

Per tornare a crescere, comunque bisogna aspettare il secondo semestre del 2013, quando "la caduta dell’attività economica potrebbe arrestarsi". Resta però da risolvere la "questione dell’elevato livello della fiscalità per i cittadini, le imprese e le banche": "È cruciale", dice Visco, secondo cui occorre "affrontarla in una prospettiva di medio periodo".

Non poteva mancare lo scandalo Mps, a cui Visco dedica 5 delle 15 pagine di discorso. Innanzitutto la Banca d’Italia chiede un rafforzamento delle norme per poter, "sulla base di fondate evidenze, opporsi o rimuovere dall’incarico" i vertici delle banche. "Quando l’intermediario non è in crisi, la Banca d’Italia può chiedere gli azionisti di rinnovare il vertice ma non può incidere sulle loro decisioni, nè rimuovere un amministratore", spiega, "I criteri di onorabilità e professionalità sono fissati con normative rigide". Dal canto su, la Banca d’Italia si impegna "a migliorare" la comunicazione sulla sua attività di vigilanza, su un "sistema bancario italiano fondamentalmente sano" e con una "esposizione contenuta verso i prodotti della finanza strutturata", nonostante quanto successo a Siena.

Entrando più nel dettaglio delle vicende che hanno coinvolto la banca senese, il governatore ha ribadito che i Monti-bond da 3,9 miliardi di euro "non sono un salvataggio di una banca in crisi", ma "un prestito, concesso dallo Stato a un costo particolarmente elevato e crescente nel tempo". Tra l'altro, assicura Visco, le perdite emerse in Mps sulle operazioni strutturate non avranno un "impatto tale da pregiudicare l’adeguatezza patrimoniale complessiva della banca".

In generale, però, il governatore chiede che "in caso di comportamenti impropri" si cerchi "la verità senza sconti, di controllare scrupolosamente notizie e supposizioni", ricordando però che "ipotesi e giudizi incontrollati, a volte infondati e temerari, possono provocare danni gravi per i risparmiatori, le istituzioni, la collettività". Anche per questo le banche in perdita "non dovranno distribuire bonus".

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