Le banche "congelano" i dividendi

Unicredit fa da apripista, oggi occhi su Intesa. E l'Ivass "monitora" le assicurazioni

A denti stretti le banche si adeguano alle indicazioni della Bce di sospendere la distribuzione dei dividendi almeno fino a ottobre per affrontare, con le adeguate munizioni, le incertezze di un mercato in balia della pandemia. Si tratta di «una mossa senza precedenti» commenta Equita che nota come «mai un regolatore si era spinto a chiedere di cancellare i dividendi (il broker ritiene che, una volta destinati gli utili a riserve, sia quasi impossibile riuscire a distribuire cedole ndr)«. Quanto prima anche le autorità assicurative potrebbero seguire la strada delineata dalla Bce. L'Eiopa, l'autorità europea del settore, aveva già invitato alla prudenza le compagnie assicurative e a stretto giro è arrivata l'Ivass, che raccomanda «estrema prudenza» alle compagnie assicurative italiane nella distribuzione dei dividendi e nella corresponsione della componente variabile della remunerazione agli esponenti aziendali. Ivass annuncia anche uno «stretto monitoraggio».

E così, dopo la sospensione della decisione sulla cedola di Cattolica, il mercato si focalizza su Generali (cedola proposta: 0,96 euro per azione) e Unipol (cedola proposta di 0,28 euro per azione in aumento del 56% sul 2018).

Dopo l'addio ai dividendi che offrivano ai soci delle banche un rendimento medio intorno al 7%, ieri i titoli bancari sono crollati: Unicredit ha lasciato sul campo il 7,4%, Intesa Sanpaolo il 6,1%, Ubi il 2,9% e Banco Bpm il 3,5%.

Unicredit è stata la prima ad adeguarsi alle direttive di Francoforte, rinviando un piano di riacquisto di azioni proprie per 467 milioni e ritirando la proposta di cedola (0,63 euro per azione). La banca guidata da Jean Pierre Mustier ha tuttavia annunciato di aver aperto linee di credito a interessi zero «fino a un valore pari all'ammontare dei dividendi» alle Fondazioni bancarie, socie storiche del gruppo con il 5,2% del capitale.

Lo stesso Mustier, in qualità di presidente dell'associazione delle banche europee ha calcolato che lo stop garantirà agli istituti europei 30 miliardi di liquidità.

Mediolanum ha deliberato la sospensione della distribuzione dei dividendi (0,55 euro per azione). Il gruppo fondato da Ennio Doris sottolinea tuttavia di essere «fiducioso di poter dare seguito alla proposta di dividendi non appena le condizioni lo consentano» grazie «alla situazione patrimoniale e di liquidità della banca che si confermano solide anche in scenari di stress», alla «forza del modello di business» e per la limitata esposizione al rischio dell'attività creditizia. Sulla stessa linea Banca Generali (1,85 euro per azione tra acconto e saldo) che ritiene che la cedola sui profitti 2019 «abbia una forte giustificazione». Decideranno oggi sulla cedola i cda di Intesa Sanpaolo (0,192 euro per azione), Ubi (0,13 euro) e Banco Bpm (0,08 euro). Carlo Monti, presidente di Fondazione Carisbo (all'1,6% della Ca' de Sass) parla in merito di una decisione «inevitabile» e che sarà «accettata dalle fondazioni».

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Commenti
Ritratto di Quintus_Sertorius

Quintus_Sertorius

Mar, 31/03/2020 - 10:28

E che dividendi! Carino il gesto della BCE, ma è sotto gli occhi di tutti che nel corso dell'ultimo mese ha avuto luogo un massiccio spostamento di ricchezza. Ancora più massiccio sarà quello dei prossimi mesi.