Bi-Mu, in Fiera Milano l'innovazione delle macchine utensili e il mercato torna a crescere

Fino al 17 ottobre 350 espositori, di cui il 30% esteri presentano macchinari e nuove tecnologie. Barbara Colombo, presidente di Ucima-Sistemi per Produrre: "Ora rendere strutturale il Piano transizione 4.0. Il governo rilanci automotive ed edilizia"

È stato un taglio del nastro particolare, sottolineato non a caso dall’Inno di Mameli, quello di Bi-Mu edizione numero 32 che si tiene fino al 17 ottobre nei padiglioni di Fiera Milano a Rho con 350 espositori di cui il 30% esteri perché la biennale della più importante manifestazione italiana dell’industria costruttrice di macchine utensili, robot, digital manufacturing, automazione e subfornitura è anche l’unica di settore che si tiene “post lockdown” nel mondo in questo difficile 2020 segnato dall’emergenza sanitaria globale.

Importanza per la ripartenza sottolineata nel corso del convegno di apertura a cui hanno partecipato - in presenza o in collegamento video - Barbara Colombo presidente di Ucimu-Sistemi per produrre, Enrico Pazzali presidente di Fondazione Fiera Milano, Carlo Ferro presidente di Ice-Agenzia, Gian Maria Gros-Pietro professore e economista d’impresa, Manlio Di Stefano sottosegretario Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e Alfredo Mariotti direttore generale di Ucimu-Sistemi per produrre che ha fatto da “regista” degli interventi.

Bi-Mu come “bandiera” della ripartenza, dunque, una fiera business-to-business che avviene in un momento particolare, di svolta del mercato che dopo un brusco calo torna a muoversi. Scenario delineato dai dati presentati da Barbara Colombo che a rimarcato dalla volontà e capacità di reagire da parte delle imprese che ancora una volta investono soprattutto nell’innovazione e nella tecnologia più avanzata con la visione sulle trasformazioni in atto e sulla fabbrica digitale evidenziata nello spazio dimostrativo BI-MUpiùDigital.

L’indice degli ordini raccolti dai costruttori italiani nel terzo trimestre ed elaborati dal Centro Studi & Cultura di Impresa di Ucimu indicano infatti un calo più contenuto rispetto al risultato del secondo trimestre 2020. L'indice ordinativi del periodo luglio-settembre 2020 registra una riduzione dell’11,4% (contro il crollo del 39,1% registrato nel secondo trimestre), rispetto allo stesso trimestre del 2019. A fronte di un calo del 24,9 % degli ordini raccolti sul mercato interno, si rileva una riduzione più contenuta, pari al -6,6%, di quelli raccolti oltreconfine.

Trend confermato dal’istituto econometrico internazionale Oxford Economics che ha appena rivisto al rialzo i dati e prevede la ripresa dei consumi di macchine utensili in tutte le aree del mondo a partire dal 2021 con una crescita attesa della domanda mondiale di nuove macchine utensili del 18,4%: in Europa del 23,5%, in Asia, con la Cina in testa, del 15,6% e in America del 19,7%. Altro dato importante riguarda poi l’Italia dove la domanda di macchine utensili è prevista in crescita del 38,2% - circa 3,1 miliardi di euro - con il recupero di buona parte del terreno perso.

“Considerate le limitazioni imposte dal contesto - ha spiegato Barbara Colombo - BI-Mu vuole essere anzitutto una mostra bandiera con la quale rappresentare la forza del Paese che, da sempre, occupa posizioni di primo piano nelle classifiche internazionali di settore. Posizioni che possiamo continuare ad occupare a patto che tutti facciano la loro parte: imprese, istituzioni e organi di governo. Per questo riteniamo che il Piano Transizione 4.0 debba essere reso strutturale, con una durata almeno di 5 anni per permettere alle imprese di programmare nel tempo gli investimenti di ammodernamento e digitalizzazione dei propri reparti produttivi. È l’unico vero strumento di politica industriale che il Paese si è dato negli ultimi anni, è un provvedimento che attiva la crescita del nostro sistema economico e quindi occorre che il Governo prosegua con questo provvedimento, ben oltre il 2020”.

Ed ha aggiunto: “Riguardo allo strumento scelto, il credito di imposta è, certamente, quello più adeguato perché di semplice utilizzo e fruibile anche dalle imprese che non fanno utili e che possono recuperare l’investimento detraendolo dai contributi previdenziali. Chiediamo però che siano corretti al rialzo i massimali su cui applicare il credito di imposta e sia prevista la rimodulazione delle aliquote sia per gli acquisti di nuovi macchinari sia per gli acquisti di nuovi macchinari dotati di tecnologia 4.0. In particolare, per gli acquisti di nuove macchine utensili - quelle che in passato erano soggette al superammortamento - chiediamo di raddoppiare l’aliquota del credito di imposta (ora al 6%) perché la trasformazione dell’industria manifatturiera italiana è un percorso graduale. Ed è indispensabile un piano governativo che sostenga il rilancio dei settori automotive e infrastrutture da sempre tra i grandi attivatori della ripresa economica del paese”.

Sul fronte delle fiere arriva dalla presidente di Ucimu “l'apprezzamento per il supporto garantito dalle autorità di governo attraverso il Patto per l’export con cui Sace e Simest affiancano le imprese che partecipano a fiere in Italia e all’estero, garantendo anche contributi a fondo perduto; così come il supporto di Ice-Agenzia per la promozione fatta oltreconfine per le manifestazioni internazionali che si svolgono in Italia. Le fiere sono uno strumento di marketing insostituibile per le imprese che operano nei settori B2B ove l’incontro, la visione della macchina, il confronto diretto davanti al sistema e alla tecnologia diventano fondamentali per la decisione di acquisto da parte dell’utilizzatore”.

Fiere come snodo essenziale della politica industriale e della crescita ribadito da Enrico Pazzali, presidente di Fondazione Fiera Milano che ha sottolineato il “forte impegno di espositori e di Fiera Milano per creare le condizioni per la ripartenza con una manifestazione così importante per la manifattura e l’export made in Italy, quartiere fieristico grande motore d'affari del sistema Paese che ha e dovrà avere sempre di più un ruolo centrale come strumento di politica industriale, in particolare a sostegno delle Pmi, e nel 2019 ha generato transazioni d’affari per 46,5 miliardi di euro, di cui 17,6 legate all’export e per il solo settore della meccanica ben 8,6 miliardi”.

Da sottolineare che con Bi-Mu online, la manifestazione prosegue oltre il suo periodo di svolgimento: la versione virtuale della fiera reale presenterà sul sito bimu.it - a partire dalle due settimane successive alla chiusura e fino all’edizione 2022 - l’offerta tecnologica in mostra, raccontata dalla viva voce degli espositori con filmati, video contributi e interviste raccolti negli stand.

Bi-Mu è anche la prima manifestazione fieristica ad aver ottenuto l’attestazione di conformità rispetto all’osservanza dei protocolli di sicurezza per contrasto e contenimento del Covid-19, rilasciata da Icim.
Tutte le informazioni su espositori ed eventi su www.bimu.it

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