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La bolletta "stravolta"? Qual è la tariffa giusta da scegliere

La guerra in Ucraina ha contribuito in maniera determinante all’aumento dei prezzi delle materie prime, acuendo una crisi economica già esplosa a causa della pandemia da Covid-19

La bolletta "stravolta"? Qual è la tariffa giusta da scegliere

Gli incrementi considerevoli dei costi delle bollette di luce e gas spingono sempre di più i contribuenti italiani a guardarsi intorno e a valutare le tante offerte esistenti sul mercato. La guerra in Ucraina ha contribuito in maniera determinante all’aumento dei prezzi delle materie prime, acuendo una crisi economica già esplosa a causa della pandemia da Covid-19. Ma come possono fare gli utenti per cercare di risparmiare? Attualmente esistono due tipologie di contratti per la fornitura di energia elettrica e di gas: quelli in regime di mercato libero o quelli in regime di mercato tutelato.

Quali sono le differenze tra mercato libero e mercato tutelato

A seconda del contratto stipulato, si possono pagare luce e gas a prezzo fisso o indicizzato. Nel primo caso le tariffe non cambiano solitamente per uno o due anni, nel secondo sono legate al costo della materia prima. Nel mercato libero il costo è determinato dal fornitore privato, mentre nel mercato a maggior tutela il prezzo è fissato dall’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (Arera). I contribuenti pagano tariffe uguali in tutta Italia che vengono decise ogni tre mesi in base all’andamento finanziario. Come riporta Facile.it, secondo le recenti stime, a fine 2021 i clienti del mercato libero hanno superato quelli del mercato tutelato: sono il 60,6% nel caso di consumo di energia elettrica e il 62,9% per quanto riguarda il consumo di gas.

Qual è la soluzione più conveniente

In questo momento storico non è difficile capire che è più conveniente stipulare un contratto a prezzo fisso bloccato, ciò sia per l’energia elettrica sia per il gas, quindi bisognerebbe rivolgersi al mercato libero. Non ci sono solo vantaggi, però, scegliendo questa soluzione, poiché bisogna stare attenti ai cavilli contrattuali. Anche se il contratto a prezzo fisso dovrebbe favorire il contribuente si deve controllare quale tariffa si andrà a pagare al termine dell’accordo promozionale perché ci potrebbero essere delle sorprese spiacevoli.

In più spesso accade che, seppure il prezzo sia bloccato, dopo un anno ci potrebbe essere una modifica del costo con un aumento inaspettato. Un altro problema può essere legato al consumo: se si supera quello previsto contrattualmente si più incorrere in multe salate sulle bollette. Infine, bisogna prestare attenzione al tipo di sconto effettuato perché potrebbe essere stato calcolato partendo da un prezzo molto più alto di quello del regime di maggior tutela.

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