Economia

Bollette record da 100mila euro: "Da qui al 2023 un massacro"

Si tratta della bolletta ricevuta ieri da un imprenditore bresciano nel campo dell'acciaio. L'anno scorso era di 17.400 euro

Bollette record da 100mila euro: "Da qui al 2023 un massacro"

Centodiecimila euro di bolletta. È il regalo delle ferie che ha ricevuto un imprenditore bresciano nel campo dell'acciaio. Non è il primo e non sarà l'ultimo. «È la bolletta più alta di sempre - dice al Giornale - l'anno scorso la bolletta era di 17.400 euro. E ad agosto? «Siamo chiusi ma dovendo tenere i forni al minimo abbiamo simulato che agli attuali costi avremo una bolletta di 35mila euro».

«Le industrie avrebbero dovuto coprirsi ma in pochi lo hanno fatto. A settembre 2021 il prezzo del gas è esploso», ricorda Dodo Beltrami, che per primo lanciò lipotesi di lockdown energetico. «Allora tutti pensavano che i prezzi sarebbero scesi, invece scoppia la guerra. La situazione è disperata perché il baseload dell'energia elettrica per settembre è a 510 /MWh, un livello insostenibile».

I trader del gas stanno impazzendo, sul prezzo dell'energia c'è una speculazione fuori controllo, tra opzioni e coperture bancarie. Con un rischio di default altissimo, perché gli operatori dopo il Dl Aiuti non possono modificare i contratti fino ad aprile 2023, scadenza che il Codacons chiede di prolungare ulteriormente. Ma se gli operatori non possono rinegoziare i prezzi falliscono, e i costi si scaricheranno comunque sulle bollette. E anche i soldi di chi non potrà pagare le bollette finiranno per essere «socializzati». E chi paga? «Qualcuno sta speculando sulla pelle degli europei», conclude Beltrami.

«Non stiamo percependo il disastro che arriverà nei mesi di settembre, ottobre e novembre - dice il presidente di Grafica Veneta Fabio Franceschi - tra mutui, bollette e aumento dei beni primari» cresciuti tra il 2021 e il 2022 del 72,4%». Serve più welfare aziendale: operai e imprenditori, dipendenti e aziende devono venirsi incontro. La corsa della benzina non si arresta, l'inflazione non risparmia nemmeno la pizzeria.
«Ma se io dò 200 euro a un mio dipendente devo regalarne 300 allo Stato - dice Franceschi - Gli sforzi per aiutare i propri dipendenti dovrebbero essere esenti da contributi. Altrimenti sarà un massacro».

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