Borsa e mercati

La Borsa crede a Kkr: Tim +3%. Tutti gli ostacoli sul riassetto

Giovedì in programma il tavolo tecnico del governo con Cdp e Vivendi. Spunta anche l'opzione Invitalia

La Borsa crede a Kkr: Tim +3%. Tutti gli ostacoli sul riassetto

Il governo lavora al suo piano per la rete di Tim. Infatti, nella giornata di giovedì è in programma il primo incontro tecnico con Cassa depositi e Prestiti e Vivendi, rispettivamente soci di Tim con il 9,8% e il 23,7% del capitale. Le intenzioni dell'esecutivo, che ha affidato la rete nelle mani del sottosegretario con delega all'Innovazione tecnologica Alessio Butti, sarebbero quelle di arrivare a una soluzione entro la fine dell'anno. Lo stesso Butti, nel primo pomeriggio di oggi, potrebbe dare un aggiornamento anche su Tim in audizione alla commissione Trasporti della Camera.

Il mercato, intanto, crede nel ritorno di fiamma tra il fondo Kkr e Tim. Dopo le indiscrezioni emerse venerdì, ieri il titolo del gruppo tlc ha chiuso le contrattazioni in Piazza Affari in cima al paniere principale: +3% a quota 0,21 euro. Il governo, dal canto suo, vuole una rete (meglio se unica, unendola a quella di Open Fiber) che sia a controllo pubblico. Kkr, già proprietario del 37,5% di FiberCop, poco più di un anno fa aveva messo sul tavolo un'offerta da 11 miliardi di euro per la totalità di Tim, poi però non seguita concretamente da un'Opa. Adesso il fondo Usa sarebbe interessato solamente alla NetCo, vale a dire alla parte di Tim con in pancia l'infrastruttura. Non solo, come ha scritto Bloomberg nei giorni scorsi, il fondo vorrebbe rilevare l'asset attraverso una joint venture con una società pubblica: stavolta non è detto che si tratti di Cdp, guidata dall'ad Dario Scannapieco, e qualcuno ora pensa a Invitalia. Tuttavia, dalle parti del governo la strada che porta a Kkr non è vista come priva di problematiche.

Non è chiaro, poi, come l'accordo potrebbe prendere forma: se Kkr volesse avere la maggioranza, per esempio, questo potrebbe essere d'ostacolo all'intesa con un governo che invece vorrebbe conservare la quota di controllo. Inoltre, non è chiaro il modo con cui si raggiungerebbe il fine: il fondo Kkr non sarebbe interessato a un'Opa, ma se la via fosse l'acquisizione della rete per lo scorporo (una sorta di riedizione dell'accordo con Cdp e Open Fiber) allora si dovrebbe fare i conti con i francesi di Vivendi, che valutano la rete intorno ai 31 miliardi di euro.

Sempre giovedì, intanto, si terrà il consiglio di amministrazione di Tim nel primo pomeriggio. Tra gli argomenti all'ordine del giorno la sostituzione del consigliere dimissionario Frank Cadoret, che sarà quasi certamente rimpiazzato dal manager Massimo Sarmi in quota Vivendi. Sarmi è presidente di FiberCop e per lui, dopo la cooptazione, potrebbe profilarsi in prospettiva un ruolo di presidente di Tim con deleghe. In cda si parlerà del budget per il 2023, ma si toccherà sicuramente anche la questione della rete di Tim dopo il tramonto del memorandum of understanding firmato lo scorso maggio. L'ad di Tim, Pietro Labriola, aveva detto a suo tempo che se l'offerta di Cdp non si fosse concretizzata avrebbe proposto un piano B.

Commenti