"Borghese ha ragione. Tutta colpa del reddito di cittadinanza"

Anche Flavio Briatore ne è convinto: "Quello che dice lo chef Alessandro Borghese è la verità: molti ragazzi cercano lavoro sperando quasi di non trovarlo"

Briatore: "Borghese ha ragione. Tutta colpa del reddito di cittadinanza"

"Sarò impopolare ma non ho alcun problema nel dire che lavorare per imparare non significa essere per forza pagati". Alessandro Borghese è finito nel mirino dei social per questa dichiarazione rilasciata al Corriere della Sera.

“I giovani preferiscono tenersi stretto il fine settimana per divertirsi con gli amici. E quando decidono di provarci, lo fanno con l’arroganza di chi si sente arrivato. E la pretesa di ricevere compensi importanti", ha detto il noto chef e conduttore televisivo nonché figlio dell'attrice Barbara Bouchet e del produttore Luigi Borghese, deceduto nel 2006. Proprio questa parentela ha scatenato le ire degli haters convinti che, con una tale famiglia alle spalle, la carriera di Alessandro sia stata notevolmente agevolata, a differenza di chi lotta per sbarcare il lunario e pagarsi le bollette. Insomma non tutti possono permettersi di lavorare gratis, ma a prendere le sue difese arriva Flavio Briatore che, sempre dalle colonne del Corriere, afferma: "Quello che dice lo chef Alessandro Borghese è la verità: molti ragazzi cercano lavoro sperando quasi di non trovarlo". Secondo l'imprenditore molti giovani "preferiscono il reddito di cittadinanza a un percorso di carriera" e così rifiutano anche quando vengono assicurati"stipendi adeguati e contratti a lungo termine".


Briatore possiede 20 locali sparsi per il mondo e stipendia 1500 dipendenti, ma fatica ad assumere camerieri e cuochi, soprattutto in Italia, Inghilterra e Francia. "In Inghilterra più a causa della Brexit, in Italia soprattutto a causa del reddito di cittadinanza, che è diventato la vera ambizione dei giovani", dice facendo presente di non avere problemi di questo tipo a Dubai o in Arabia Saudita. Briatore critica quei ragazzi che desiderano lavorare nel mondo della ristorazione, ma pretendono di non lavorare nel fine settimana. E ribadisce:"Il punto è che i ragazzi non hanno proprio la testa: si sono seduti, ambiscono a non lavorare, a prendere il reddito di cittadinanza. Ai miei tempi l’ambizione era diventare impiegato: adesso è prendere il sussidio". E ancora: "Stanno in chat fino alle 3 del mattino ma non sono disponibili a lavorare". Briatore, invece, predilige i collaboratori che sono disposti a"fare dei scacrifici" e ad assummersi le loro responsabilità, compresa quella di essere reperibili anche nei giorni festivi. "I ristoranti sono aperti la sera, nel weekend e durante le vacanze. Questo non si può cambiare", spiega. Il tutto, però, a fronte fdi un contratto base di 1.800-2000 euro netti al mese. "Anche lo stagista è pagato. Chiunque entri nel mio gruppo viene formato, fa dei corsi, viene retribuito. E se sei bravo cresci, c’è chi prende 4-5-10 mila euro e oltre", assicura Briatore che considera il reddito di cittadinanza "una vera catastrofe" e suggerisce di sospenderlo da aprile a ottobre, i mesi di maggior afflusso turistico. "Io terrei il reddito di cittadinanza solo per le famiglie bisognose, ma lo bloccherei per i giovani. L’Italia non può dare contributi a fondo perduto a chi non lavora, così si spinge la gente a vivere di elemosina", chiosa lanciando l'idea di ridurre il cuneo fiscale.

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