L'ennesimo marchio italiano passa di mano. Questa volta è il turno di Roberto Cavalli, che è stato ceduto alla società statunitense Marquee Brands. Italiano almeno sulla carta, ma la realtà è che il brand di abbigliamento luxury non è più italiano da un pezzo.
Nell'agosto 2019, infatti, il gruppo immobiliare di Dubai Damac aveva rilevato Roberto Cavalli attraverso Vision Investments. All'epoca l'investimento complessivo comportò l'esborso di 160 milioni di euro, di cui 60 destinati alla ricapitalizzazione e al rilancio industriale della società e 100 milioni al rimborso dei creditori nell'ambito della procedura concorsuale.
Con l'operazione che dovrebbe concludersi entro i primi mesi del secondo semestre 2026, Roberto Cavalli si dividerà a metà: da un lato Marquee Brands, una realtà statunitense attiva nell'acquisizione e nello sviluppo di un portfolio di brand consumer lifestyle su scala globale, avrà il 51% dei diritti di gestione e licenza; dall'altro, The Level Group, che nell'operazione assume il ruolo di partner operativo principale, rileva il business retail, wholesale e l'e-commerce.
Questo però non è un addio con Dubai, che continuerà a giocare un ruolo rilevante nel business immobiliare e hospitality legato al marchio Roberto Cavalli, da branded residences a hotel di lusso in diverse destinazioni internazionali.
Come molte altre società del lusso, il brand nato a Firenze nel 1970, ha accumulato negli anni perdite e tensioni finanziarie. Tornando al 2017, l'ultimo anno in cui è stato nelle mani italiane, Cavalli aveva chiuso con ricavi per 152,4 milioni di euro e un ebitda negativo per 7,1 milioni, mentre il 2018 aveva registrato ricavi poco sopra i 160 milioni ma con una perdita operativa stimata intorno ai 35 milioni.
Anche guardando al periodo più recente, la situazione non è migliorata: nel 2024 la società ha registrato ricavi per 79,3 milioni e una perdita netta di 23,4 milioni. Vedremo se gli Stati Uniti saranno in grado di riportare il re dell'animalier al centro delle passerelle.