Cdp investe 30 miliardi sul "sistema Italia"

Scannapieco: "La cifra più alta mai raggiunta". E la Borsa guarda al dossier della rete unica

Cdp investe 30 miliardi sul "sistema Italia"

Un roadshow per portare investimenti esteri alle startup, l'impegno per ricondurre in mani italiane alcune eccellenze e il record storico di risorse impegnate: 30,6 miliardi di euro nel 2022, rispetto ai 24 dell'anno prima. Cassa depositi e prestiti ha presentato ieri a Milano l'impatto della sua attività 2022 sull'economia, al termine del primo anno del piano strategico al 2024. Insieme a tutta la sua prima linea di manager, presente anche l'amministratore delegato Dario Scannapieco, che durante le domande dei giornalisti ha subito silenziato il grande convitato di pietra: «Oggi non parleremo di Tim, ma per una volta di quello che fa Cassa depositi e prestiti». Lui non lo dice, ma secondo indiscrezioni Cdp starebbe preparando un'offerta per la rete. Ieri, intanto, si è tenuto un nuovo incontro al Ministero delle Imprese e il Made in Italy, guidato da Adolfo Urso, dove si è parlato di incentivi alle tlc. All'incontro c'erano i grandi soci di Tim.

Cdp rimane al centro di molti investimenti strategici: ne sono prova l'investimento del 51% in Autostrade per l'Italia o il 20% del Polo strategico nazionale, l'infrastruttura per il cloud della Pubblica amministrazione. L'anno scorso, gli «investimenti diretti di Cdp in società ammontano a 4 miliardi e 4 miliardi sono le risorse allocate nei fondi», ha fatto il punto l'ad di Cdp Equity, Francesco Mele. Il braccio finanziario dello Stato, nel 2022, ha avuto un impatto sul Pil, in termini di valore aggiunto, dell'1,7 per cento.

Scannapieco, riguardo agli oltre 30 miliardi di risorse impegnate, ha sottolineato che «è il numero più alto mai raggiunto», segno che «il piano 2022-2024 sta dando i suoi frutti». Un percorso che non ha dovuto subire ritocchi: «Abbiamo fatto il piano nel 2021 quando eravamo in un mondo diverso ma a giugno abbiamo fatto un check ed è ancora valido». Nel 2024, Cdp intende costruirsi un capitale libero da 1,2 miliardi. Un gruzzolo che è disponibile già oggi, ed è frutto delle iniziative messe in pista da Scannapieco, alla guida di Cdp dal 2021. «Abbiamo ereditato una situazione di cassa in cui la dotazione era ridotta (300 milioni, ndr)», quindi «abbiamo sviluppato iniziative per ricostituire un buffer e non abbiamo preoccupazioni ma vogliamo mettere fieno in cascina». Il denaro servirà anche per alimentare altre operazioni. Tra le novità per quest'anno, quattro o cinque operazioni di reshoring azionario: acquisire quote di controllo di aziende italiane finite in mani estere che ora non le ritengono più strategiche.

Cdp intende fare di più sul fronte del Venture capital, per attirare attraverso i suoi fondi risorse per le imprese innovative italiane. L'anno scorso, tra fondi di venture capital, private equity e Real asset ha raccolto sottoscrizioni da terzi per 600 milioni. Nei primi giorni di febbraio, Scannapieco partirà con Enrico Resmini, ceo di Cdp Venture Capital, per un road show negli Usa, a San Francisco.

«Quest'anno il mercato del venture capital ha avuto una bella spinta, con più di 100 operazioni che ha portato a oltre 400 startup in portafoglio» ha spiegato Resmini. «Per ogni euro raccolto da Cdp ne arrivano tre dal mercato, oggi la capacità di investimento complessiva è di quasi 2 miliardi».

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