Coronavirus, nessun "click day": domande aperte a tutti

La misura del "click day", pensata dal presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, non ci sarà. Le risorse stanziate sono sufficienti per tutti i lavoratori autonomi

"Non ci sarà nessun click day. Forniremo a breve la data a partire dalla quale tutti i cittadini che ne hanno diritto potranno iniziare a fare richiesta per ricevere gli indennizzi previsti dal decreto Cura Italia", lo chiarisce il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, in una nota. "Le risorse stanziate dal governo sono sufficienti a coprire l’intera platea dei beneficiari", assicura. "Già da ieri insieme all’Inps stiamo lavorando per mettere a sistema, nel più breve tempo possibile, tutte le procedure necessarie per velocizzare l’iter di presentazione delle domande ed erogare gli aiuti previsti dal provvedimento. Compresi gli ammortizzatori sociali", conclude Catalfo.

Poche ore prima era arrivata una dichiarazione delll’Inps che confermava quanto spiegato dal ministro. L’istituto è pronto a dare attuazione a tutte le misure del decreto "Cura Italia". "Ci troviamo a gestire 10 miliardi, in poche settimane, per circa 11 milioni di utenti tra cassa integrazione e gli altri strumenti di sostegno al reddito. Uno sforzo più grosso di quello che lo scorso anno ci ha visti impegnati sul reddito di cittadinanza e quota 100. Sia in termini di risorse economiche che in termini di utenti". L’istituto in una nota, sottolinea che non c’è nessun "click day" inteso come finestra dentro la quale si possono fare domande di prestazioni.

"Avremo domande aperte a tutti, con un click. Purtroppo, c’è stato un grande fraintendimento su questa formula. La spiegheremo meglio a tutti i nostri utenti". Il congedo parentale per i lavoratori dipendenti, intanto, è già attivo. E, a oggi, l’Inps registra circa 100mila richieste di congedo con periodi dal 5 marzo.

Da sindacati, commercianti e artigiani era arrivata una levata di scudi contro l’ipotesi di utilizzare il "click day" come criterio per erogare le indennità da 600 euro, previste dal decreto legge. E più di un’associazione aveva espresso netta contrarietà alla modalità pensata dal presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, per una vasta platea di autonomi. Circa 6 milioni di lavoratori tra partite Iva, collaboratori, operai agricoli, stagionali dello spettacolo e del turismo.

Anche nel governo l’ipotesi "click day" aveva scatenato una polemica. Contrarietà era stata espressa dal sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta per il quale non sarebbe un criterio che sta in piedi. Mentre la ministra dell’Agricoltura, Teresa Bellanova, aveva parlato addirittura di uno strumento immorale. Ora tutto è stato archiviato. Nessun "click day". Basterà solo un click, si spera, per ottenere l’aiuto dallo Stato.

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