Economia

"Centri di calore" contro i rincari: cosa sono e come funzionano

In Regno Unito si pensa all'istituzione di aree comuni riscaldate per le persone che non possono permettersi il pagamento di bollette astronomiche: ecco come funziona

"Centri di calore" contro i rincari: cosa sono e come funzionano

In Italia il caro bollette farà sentire i suoi effetti soprattutto a iniziare dal prossimo autunno, ma in Regno Unito sono messi ancora peggio. Da quelle parti la stagione autunnale avanza molto in fretta, arrivano i primi freddi e molte famiglie non riusciranno a pagare cifre mostruose pari a 3.500 sterline l'anno (4mila euro circa) per luce e gas. Rispetto soltanto a 12 mesi fa gli aumenti sono balzati fino all'80% in su e secondo il Financial Times in primavera potrebbe andare ancora peggio con bollette superiori a 6.600 sterline (quasi 8mila euro).

Arrivano gli "heat hubs"

Per far fronte all'emergenza che prenderà piede nelle prossime settimane, i consigli locali e i gruppi di volontari in tutto il Regno Unito stanno organizzando i cosiddetti "heat hubs", letteralmente "centri di calore" per dare sollievo a tutti coloro che non potranno permettersi il pagamento di bollette energetiche alle stelle e saranno costretti a rimanere al freddo. Come scrive il quotidiano economico britannico, un'impiegata del consiglio parrocchiale di Brampton, piccola città nel nord della Cumbria, ha detto di essere a conoscenza di molti anziani residenti in zona che si stavano già cibando di panini e altri pietanze fredde perché troppo preoccupati per il costo del gas.

Come funzionano

"Mi si spezza il cuore", ha affermato, spiegando che il Consiglio Comunale utilizzerà una struttura idonea come ritiro invernale. “Il nostro edificio non è enorme, ma può ospitare 30-40 persone. Forniremo libri, giochi, ecc., e stiamo valutando se possiamo fornire bevande calde", ha aggiunto. Altre cittadine inglesi, comunque, si stanno mobilitando per far fronte a questa nuova emergenza predisponendo appositi spazi all'interno di edifici pubblici tra cui biblioteche e centri ricreativi, luoghi ritenuti idonei per dare calore a chi non può permettersi il riscaldamento in casa.

"Il governo non ha i soldi"

Il problema, però, è che il governo britannico non ha neanche i soldi a sufficienza per coprire le spese di questi hubs. "Abbiamo chiesto manifestazioni di interesse in modo da poter utilizzare l'attivismo della comunità per supportare il programma che fornisce a tutti uno spazio caldo e una bevanda calda, senza fare domande", ha affermato la consigliera comunale. Un'altra città, Bristol, sta lavorando con le organizzazioni della società civile per aprire una rete di "spazi di accoglienza" per i residenti così da poter fornire il giusto riscaldamento, compagnia e servizi pratici come wi-fi e connessione a internet gratis. "Il governo deve sostenere le comunità locali per accogliere questi spazi caldi e sicuri", hanno dichiarato alcuni esponenti delle comunità locali.

"Uno dei passi immediati potrebbe essere l'esenzione dall'Iva e dalle tariffe aziendali per coloro che offrono questi posti".

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