Economia

"La crisi è già alle spalle" ​Selva di fischi per la Guidi

Durissima contestazione degli imprenditori al governo Renzi. Contestazione anche sugli 80 euro e l'Irap

"La crisi è già alle spalle" ​Selva di fischi per la Guidi

Fischi dalla platea di Confcommercio in direzione a Federica Guidi. Gli imprenditori hanno duramente contestato il ministro dello Sviluppo economico non appena ha detto che la recessione è "alle spalle". Altri fischi sono, poi, piovuti addosso alla Guidi quando ha tirato in ballo il bluff degli 80 euro. "Nessuna misura è risolutiva - ha replicato il ministro - ma gli 80 euro sono una delle più grandi restituzioni ai ceti-medi bassi". Qualche applauso si è, invece, sentito quando sono stati riconosciuti i sacrifici della categoria: "I sacrifici fatti negli ultimi anni credo abbiano contribuito a far sì che il Paese abbia retto e si possa pensare abbiamo davanti futuro migliore".

Dopo i fischi, la Guidi ha provato a convincere la plate della Confcommercio spiegando che in dodici mesi il governo Renzi ha puntato a preparare una "cassetta degli attrezzi" per uscire dalla crisi e sostenere la ripresa. "Non abbiamo finito - ha detto, rivolgendosi a braccio alla platea - è un lavoro né semplice né facile né banale portare a casa subito un risultato. Siamo perfettamente consapevoli che non abbiamo risolto tutto, ma da qualche parte dovevamo partire. Non so quanti di voi avrebbero scommesso che in soli 12 mesi il governo avrebbe potuto mettere in campo questa 'cassetta degli attrezzi'". Poi, la Guidi ha garantito che il governo si è occupato delle "misure più urgenti" e che ora lavora con "la consapevolezza che la ripresa passa dal rilancio dell’industria".

In chiusura di intervento, la Guidi ha infine promesso che non faranno "scattare le clausole di salvaguardia". "Abbiamo molte iniziative in vista, a partire dalla delega fiscale - ha detto - che ci consentirà di razionalizzare una pressione tributaria ormai insostenibile per le pmi. Ne approfitto - ha detto alla platea - per ribadire la ferma intenzione del governo di non far scattare le clausole di salvaguardia: se vogliamo un Paese dove l’impresa è viva, dobbiamo smetterla di tassarla a morte".

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