Continua la tensione in Iran: gli studenti di diverse università iraniane si sono mobilitati per una seconda giornata di proteste e sit-in contro il governo.
Con una dichiarazione del ministero degli Esteri iraniano, Teheran ha fatto sapere che designa le "forze navali e aeree" degli Stati membri dell'Unione Europea come organizzazioni terroristiche, in risposta alla "decisione illegale e ingiustificata" presa lo scorso giovedì dal Consiglio europeo, che ha inserito le Guardie Rivoluzionarie nella lista delle organizzazioni terroristiche, a seguito dell'accordo del Consiglio Affari Esteri del 29 gennaio.Iran: Araghchi, al lavoro su bozza, possibile incontro con Witkoff giovedì
"Stiamo ancora lavorando sulla" proposta da presentare agli Stati Uniti "e stiamo provando a fare qualcosa che contenga elementi che possano andare bene a tutte le parti coinvolte e interessate. Stiamo lavorando su questi elementi e credo che quando ci incontreremo" con Steve Witkoff, "probabilmente questo giovedì a Ginevra di nuovo, possiamo lavorare su questi elementi e preparare un buon testo e arrivare a un accordo rapido". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, in un'intervista al programma 'Face the Nation' sulla Cbs.
Iran: buone chance di un accordo con gli Usa
Una soluzione diplomatica con Washington è ancora a portata di mano: ci sono buone chance che un'intesa possa essere raggiunta. Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in un'intervista a Cbs, sottolineando che ci sarà probabilmente un incontro giovedì a Ginevra con l'inviato Steve Witkof
Nyt: "Khamenei ha schierato i missili e preparato la successione"
L'Iran ritiene che attacchi militari Usa siano "inevitabili e imminenti", nonostante nel frattempo le due parti continuino i negoziati sul programma nucleare di Teheran, e ha approntato un piano di difesa e risposta, con "lanciatori di missili balistici" già posizionati sul confine occidentale con l'Iraq e lungo le coste meridionali sul Golfo Persico: lo riporta il New York Times, citando diverse fonti delle Guardie della Rivoluzione e alti funzionari. Tali missili, hanno aggiunto le fonti, sono ritenuti "in grado di colpire Israele" e raggiungere le basi statunitensi nella regione. In aggiunta, il leader supremo Ali Khamenei avrebbe "emesso una serie di direttive" per organizzare una linea di successione interna in caso il regime venisse colpito seriamente, con "quattro livelli di successione" per ogni incarico militare e governativo di alto livello. È anche contemplato lo scenario in cui lui stesso "venga ucciso". Stando a diversi alti funzionari e membri delle Guardie, il leader supremo ha incaricato il massimo responsabile della sicurezza nazionale, Ali Larijani, e un ristretto gruppo di collaboratori politici e militari di "garantire che la Repubblica Islamica sopravviva non solo a eventuali bombardamenti americani e israeliani", ma anche a "possibili tentativi di assassinio della sua leadership". "La guida suprema si fida completamente di Larijani. Ritiene che sia l'uomo giusto per questo momento delicato", ha spiegato Nasser Imani, analista conservatore vicino al governo degli ayatollah.
Witkoff: "Trump curioso sul perché Teheran non abbia capitolato"
Il presidente Usa Donald Trump si chiede perché l'Iran non abbia "capitolato" di fronte al rafforzamento militare degli Stati Uniti nell'area volto a esercitare pressioni su Teheran affinché accetti un accordo sul nucleare. È quanto ha detto l'inviato speciale Usa Steve Witkoff in un'intervista a Fox News. "Non voglio usare la parola 'frustrato', perché lui capisce di avere molte alternative, ma è curioso di sapere perché non hanno capitolato", ha detto Witkoff. "Perché, sotto questa pressione, con la potenza marittima e navale che c'è lì, perché non sono venuti da noi e hanno detto: 'Dichiariamo che non vogliamo un'arma, quindi ecco cosa siamo disposti a fare? Eppure è piuttosto difficile portarli a quel punto", ha continuato Witkoff.
Seconda giornata di proteste degli studenti, "Botte e arresti"
Gli studenti di diverse università iraniane si sono mobilitati per una seconda giornata di proteste e sit-in contro il governo, dopo che le loro lezioni erano state sospese dalle autorità all'inizio delle manifestazioni di gennaio. I partecipanti alle contestazioni hanno commemorato il 40° giorno da quel drammatico episodio, in cui si registrarono migliaia di morti, tra cui diversi studenti. In molti casi, quelle uccisioni erano state attribuite alle forze di sicurezza. Stando a video sui social e dichiarazioni di gruppi studenteschi, membri del Basij (ala militare delle Guardie Rivoluzionarie) hanno fatto irruzione nelle università, hanno chiuso i cancelli e hanno "aggredito e picchiato" gli studenti in protesta. Gli attivisti affermano inoltre che "decine di studenti" sono stati "arrestati con violenza. Gli agenti intervenuti avrebbero inoltre "deposto" bandiere di Stati Uniti e Israele esposte e simboli di sostegno a Reza Pahlavi, figlio dell'ultimo scià oggi in esilio. Ad aderire alle contestazioni odierne sono stati iscritti a diverse università di Teheran e di altre città, tra cui Mashhad. Nelle manifestazioni e sit-in sono stati scanditi slogan come "Abbasso Khamenei", "Basij, Guardie Rivoluzionarie! Siete l'ISIS in Iran", così come di sostegno a Pahlavi. È inoltre stata chiesta la scarcerazione di detenuti nelle proteste di gennaio e la revoca di condanne a morte decise per diversi di loro.
Graham: "Persone vicine a Trump gli dicono di non attaccare l'Iran"
"Diverse persone vicine" a Donald Trump "gli stanno consigliando di non bombardare l'Iran": è quanto riferito in conversazione con Axios dal senatore repubblicano Lindsey Graham, considerato un alleato del presidente Usa. Axios aggiunge che Graham ha invitato Trump "a ignorare" tali consigli. "Capisco le preoccupazioni riguardo a grandi operazioni militari in Medio Oriente, dati i precedenti", ha osservato il senatore nelle dichiarazioni al media digitale. "Tuttavia, le voci che consigliano di non farsi coinvolgere direttamente sembrano ignorare le conseguenze di lasciare che il male agisca senza controllo", ha aggiunto. Questa settimana, Graham ha visitato il Medio Oriente, discutendo del dossier iraniano con i leader di Israele, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita. Il senatore, scrive ancora Axios, è convinto che ci sia "una opportunità" per "portare un cambiamento storico" in Iran. "Ma mi è sempre più chiaro che le voci contrarie all'implicazione militare e ai rischi associati a un'azione decisiva stanno diventando più forti. Il tempo dirà come evolverà la situazione", ha affermato.
Colloquio telefonico tra il ministro degli Esteri e il Capo Aiea
Il capo dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA), Rafael Grossi, e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi hanno avuto stamani una conversazione telefonica per discutere i recenti sviluppi nei colloqui Teheran-Washington. Le due parti hanno scambiato opinioni sull'attuale traiettoria del processo diplomatico e sugli sviluppi regionali legati ai negoziati. Secondo Mehr, hanno sottolineato l'importanza di un'interazione costruttiva e dell'uso del dialogo come meccanismo per far avanzare i negoziati e raggiungere un'intesa sostenibile
Iran designa le forze aeree e marine dell'Ue come organizzazioni terroristiche
L'Iran designa le "forze navali e aeree" degli Stati membri dell'Unione Europea come organizzazioni terroristiche. E' la risposta di Teheran alla "decisione illegale e ingiustificata" presa lo scorso giovedì dal Consiglio europeo, che ha inserito le Guardie Rivoluzionarie nella lista delle organizzazioni terroristiche, a seguito dell'accordo del Consiglio Affari Esteri del 29 gennaio. Lo ha affermato una dichiarazione del Ministero degli Esteri iraniano.