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Economia

Discesa continua per i ricavi del comparto fisso-mobile: -36% dal 2009

Ma ora i soldi degli italiani rischiano la vittoria di Pirro

L'ufficio studi di Mediobanca fa il punto sul settore delle Tlc in Italia utilizzando la base dati del 2013, quando il settore ha rappresentato il 2,2% del Pil italiano, il 2,05% della spesa delle famiglie e il 5,8% degli investimenti. Cifre comunque notevoli, nonostante i ricavi in calo per il comparto. Concorrenza e forte regolamentazione da parte delle Authority che hanno pesato molto sul fatturato complessivo pari a 34,5 miliardi e calato, nel 2013, del 10,8% rispetto al 2012 e del 21,3% sul 2009. E questo nonostante l'aumento dei clienti per la rete mobile, cresciuti del 7,2%, e del traffico voce salito addirittura del 36% rispetto al 2009 per effetto delle tante promozioni.

Quanto al mercato, a fine 2013, Telecom, nel mobile, era il primo operatore con il 32,2% del mercato davanti a Vodafone (28,7%). Entrambe le società, però, erano in flessione rispetto al 2009, mentre Wind (23%), 3 Italia (10%) e gli operatori virtuali PosteMobile (2,9%) e Fastweb (0,8%) risultavano in crescita. Nel fisso, Telecom è prima con il 63,1% del mercato, in flessione del 10,4% sul 2009. Crescono invece Wind-Infostrada (13,5%), Vodafone che, secondo la ricerca, è il secondo operatore nel fisso (9,5%) grazie a un leggero distacco verso Fastweb (9,3%). Quarta, Tiscali, con il 2%. Tra le curiosità, la seconda posizione di Vodafone nel mobile, detenuta, oltre che in Italia, anche in Germania, Spagna e persino in Inghilterra dove è battuta da Ee. La sorpresa è sui margini industriali. Secondo Mediobanca, la migliore redditività spetta a Telecom Italia, in linea con Bt ma davanti a Telefonica, Orange e alla russa Vimpelcom. A Telecom però resta il problema del debito pari a 27 miliardi.

Dal punto di vista patrimoniale, nel 2013 Vodafone vanta il miglior rapporto tra debiti e patrimonio netto (40,7%), seguita da Orange (142%), Deutsche Telekom (156%), Telecom (173%), Telefonica (210%) e Vimpelcom (322%), mentre Bt segna un patrimonio netto negativo. Telecom, però, è indietro sul fronte degli investimenti, in linea con Bt (3,6%), ma ben al di sotto dei maggiori investitori: Vimpelcom e Vodafone. L'incidenza dei margini sul fatturato è in peggioramento dal 2009 per tutti. Quattro di essi riportano nel 2013 un risultato corrente negativo (Wind -6,6%; 3 Italia -5,1%; Fastweb -2%; Tiscali -1,2). Circa la produttività del lavoro, Vodafone è al primo posto (194mila euro), seguita da Wind con 145mila e Telecom con 136mila. Quanto all'Arpu, il ricavo medio per cliente, Vodafone registra quello più alto, pari a 14,5 euro al mese, mentre PosteMobile fa segnare quello più basso, 7 euro. In salita l'Arpu nel broadband fisso: Wind ha il più elevato con 20,5 euro al mese (+12% sul 2009), seguita da Telecom con 19,1 euro (+4,4% sul 2009).

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