Effetto Brexit su Ryanair: vola via dalla Borsa di Londra

La società vuole soci Ue. E pesano le nuove regole su licenze e diritti di volo. Nel semestre rosso di 48 milioni

Effetto Brexit su Ryanair: vola via dalla Borsa di Londra

Prima ha vietato agli investitori britannici di acquistare azioni ordinarie, e ora che gli scambi sono crollati medita di abbandonare la Borsa di Londra: Ryanair, sempre un po' sorprendente nelle proprie scelte, ieri ha annunciato che sta valutando il delisting dalla principale piazza europea, visto il calo dei volumi scambiati. Effetto della Brexit e delle conseguenze sull'attività che potrebbero essere generate da un rimescolamento dell'azionariato se la compagnia dovesse perdere lo status di appartenente all'Ue.

Ryanair oggi è europea a tutti gli effetti, avendo sede a Dublino ed essendo controllata per il 55% da azionisti europei; ma all'interno di quel 45% rimanente, il 20 appartiene a cittadini o istituzioni britanniche che evidentemente non lasciano così tranquillo il capo di Ryanair, Michael O' Leary. (Differente ma con evidenti analogie il caso dell'altra grande low cost europea, easyJet, che avendo cittadinanza britannica ed essendo quindi stata colpita in pieno dalla Brexit, pensò bene di trasferire la propria sede legale in Austria, terra europea).

Se il progetto andrà in porto, la Borsa principale per Ryanair resterà quella di Dublino, mentre al Nasdaq rimangono quotati gli Adr, i certificati rappresentativi di azioni. La decisione di porre delle limitazioni agli investimenti britannici risale allo scorso anno ed è diventata operativa il 1 gennaio del 2021; il detentore di azioni inglese (alla pari di ogni extraeuropeo) non ha diritto di partecipare, intervenire o votare a nessuna delle assemblee dell'azienda; chiaro che questo non ha rappresentato un incentivo agli acquisti. Una nota dello scorso anno precisava che «tali risoluzioni resteranno in vigore fino a quando il cda non stabilirà che la proprietà e il controllo dell'azienda non sia più tale da comportare rischi per le licenze della compagnia».

Va segnalato, per inciso, che ieri le azioni di Ryanair hanno chiuso a 17,17 euro con un rialzo del 2,54%, quando nell'aprile del 2020, in piena pandemia, il valore era sceso sotto i 9. Nel primo semestre 2021 Ryanair ha registrato una perdita di 47,6 milioni di euro dai 410,5 milioni di euro dello scorso anno; ma il secondo trimestre è stato caratterizzato da un utile, primo trimestre positivo rispetto ai conti pre-pandemia: tra giugno e settembre, profitti per 225 milioni. Il fatturato del primo semestre è salito dell'83% a 2,15 miliardi di euro rispetto agli 1,18 miliardi di euro dell'anno precedente. Il traffico è rimbalzato del 128%, con 39,1 milioni di clienti trasportati rispetto ai 17,1 milioni di un anno fa.

Stando ai piani di crescita, nei prossimi cinque anni saranno creati 5.000 nuovi posti di lavoro per piloti, personale di cabina e ingegneri. I 149 milioni di passeggeri annui pre-Covid dovrebbero crescere fino a superare i 225 milioni di passeggeri all'anno entro marzo 2026. L'obiettivo precedente era di 200 milioni all'anno.

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