Evergrande evita crac, ma strada in salita

Trovati 83,5 milioni per pagare gli interessi del bond in scadenza oggi

Evergrande evita crac, ma strada in salita

Evergrande ha trovato il suo gancio in mezzo al cielo, ci si è aggrappata e ha evitato il precipizio. Niente default, almeno per ora. Una sceneggiatura che sembrava priva di lieto fine, con la protagonista diretta verso la bancarotta, subisce un imprevisto cambio di registro. Il gigante immobiliare cinese è infatti riuscito, non si sa bene come, a mettere ieri le mani sugli 83,5 milioni di dollari necessari per onorare, entro il periodo di grazia che scadeva oggi, il pagamento degli interessi su un bond offshore. A darne notizia il Securities Times, la cui attendibilità dovrebbe essere a prova di smentite essendo il foglio controllato dal People's Daily, l'organo di propaganda del Partito comunista.

Nessuno, alla vigilia, avrebbe scommesso uno yuan sull'inaspettato colpo di scena che ha permesso ieri al titolo di recuperare quasi il 5% in Borsa. Non dopo il paio di tentativi andati a vuoto per reperire liquidità, per un controvalore totale di quasi sette miliardi di dollari, attraverso la vendita della maggioranza di Evergrande Property Services Group a Hopson Development Holdings e la cessione della sede di Hong Kong. Qualcosa invece si è mosso, ma gli analisti si spaccano nella lettura di quanto successo. C'è chi vede la longa manus del governo e del presidente Xi Jinping, intenzionati a evitare la propagazione del contagio dal mattone all'intera economia e a non lasciare col cerino in mano gli investitori stranieri. Altri, però, non condividono questo ottimismo. Per due motivi. Il primo: è difficile immaginare un intervento da cavaliere bianco da parte di Pechino che con la politica delle «tre linee rosse» ha posto un limite al debito in relazione ai flussi di cassa, alle attività e ai livelli di capitale delle imprese, aumentandone così le difficoltà. Il secondo: Evergrande rimane una candela accesa su entrambe le estremità dovendo da un lato far fronte al crollo delle proprie entrate (-80%) e dall'altro reperire ancora una montagna di denaro per soddisfare i rimborsi.

In effetti, il calendario resta il peggior nemico del gruppo guidato da Hui Ka Yan. Secondo Reuters, dal mese scorso Evergrande ha mancato di onorare pagamenti per almeno 279 milioni di dollari. E fra novembre e dicembre, arriveranno a scadenza altri interessi su bond denominati in dollari. Insomma: gli 83,5 milioni sborsati ieri assomigliano molto al classico calcio dato al barattolo per cercare di non finire nel burrone.

Commenti