Fibercop continua la sua tabella di marcia. L'ex rete di Tim, oggi guidata da Massimo Sarmi (in foto), ha approvato i conti del 2025 in linea con le attese e un rapporto tra debito e margine operativo lordo (ebitda) migliore degli obiettivi. Al termine del primo anno completo dopo lo scorporo dall'ex monopolista, il gruppo ha chiuso a 3,8 miliardi di ricavi, con Ebitda al netto dei contratti leasing a 1,74 miliardi e un indebitamento finanziario netto inferiore alle attese a quota 10,9 miliardi.
"C'è stata una crescita continua trimestre dopo trimestre e avendo ormai consolidato la nostra operatività, ci attendiamo che il prossimo anno evidenzi risultati ancora più solidi", è stato il commento di Sarmi. La società della rete dichiara di avere completato già il 71% del suo piano industriale, con 2,1 milioni di nuove unità immobiliari coperte con la fibra ottica, 100 mila linee in più del previsto, raggiungendo così 14,3 milioni utenti. Un risultato raggiunto attraverso un'accelerazione degli investimenti, a quota 2,7 miliardi (2,4 miliardi nel 2024 pro forma) rispetto a un capex previsto di 3,1 miliardi. Il piano del gruppo mette a preventivo 10 miliardi al 2027, significa che nei prossimi anni si vedrà un'ulteriore accelerazione.
Per quanto riguarda il debito, Fibercop ha avviato un'operazione di "modifica ed estensione" della scadenza del finanziamento da 7,6 miliardi concesso per l'acquisizione da parte di Kkr (che guida un consorzio che comprende anche il ministero dell'Economia con il 16% e il fondo infrastrutturale F2i con l'11,2%), che sposta la scadenza dal 2029 al 2031. Le trattative con le banche sono ancora in corso ma la maggior parte dei finanziatori, per il 78% dell'impegno complessivo, hanno già prestato il proprio consenso irrevocabile alla proposta.
Il gruppo, in un anno, da una parte ha perso circa 800 mila linee. In particolare, al 31 dicembre 2025, risultano 13,7 milioni di linee attive mentre a fine 2024 erano 14,5 milioni di linee.
Si registra tuttavia una crescita decisa della quota di linee ftth al 22% (anche se resta nettamente prevalente la quota, al 60% di fttc, la fibra ottica fino all'armadietto), in rialzo di sei punti percentuali. Un dato che rispecchia l'attuale fase del mercato, con l'azienda che ha spiegato come la perdita delle linee rispecchi il passaggio fisiologico dal mercato del rame alle più moderne tecnologie della fibra.