Fs verso la miniproroga per Alitalia

Lettera del cda ai commissari. Salvataggio in salita, ma Di Maio canta già vittoria

Fs verso la miniproroga per Alitalia

Nella serata di ieri il cda delle Fs ha scritto una lettera ai commissari di Alitalia in base alla quale oggi dovrebbe essere accordata una proroga per la consegna delle offerte vincolanti per rilevare la compagnia. Alla cordata guidata dalle Fs manca ancora una quota importante di azionariato perché l'operazione possa concludersi. Ora sta a governo e commissari decidere per un rinvio che sarà, secondo le previsioni, di alcune settimane, non oltre il mese. La vicenda è tutta politica e si vedrà se la nuova data sarà fissata prima o dopo le elezioni europee.

Ieri mattina Luigi Di Maio si era mostrato (forse troppo) ottimista sulla vicenda. «Il governo è riuscito nel suo intento: dentro Alitalia ci saranno Mef e Fs ha detto una presenza massiccia che ci consentirà di governare l'azienda. Se domani (oggi, ndr) arriveranno proposte da coloro che fino ad ora si sono palesati solo a livello di stampa, allora capiremo che cosa fare nei prossimi mesi. Altrimenti le soluzioni ci sono già e potremo andare avanti comunque. Voglio essere l'ultimo ministro dello Sviluppo Economico a occuparmi di Alitalia». Ma senza una compagine azionaria completa, le affermazioni erano apparse poco chiare. «Non stiamo cercando capitani coraggiosi o qualcuno per metterci una toppa, questo è già successo in passato, quando giocavano in difesa. Noi vogliamo giocare in attacco». Ma Alitalia perde ancora 500 milioni all'anno, e in due anni i commissari non sono riusciti a venderla. Le Fs, incaricate dal governo, da 5 mesi stanno cercando di creare una cordata, oggi pronta solo al 60%, con la «presenza massiccia» di Fs e Mef.

Ancora Di Maio: «Questa sarà la prima azienda dello storia ad aver dentro gomma, ferro e aereo. Questo è il principio generale della nostra idea industriale di Alitalia dei prossimi 30-40 anni», ha aggiunto, spingendosi un po' in là nel tempo.

Al di là dei proclami, un rinvio dei termini era dato per scontato. Le Fs vorrebbero del tempo in più rispetto alle 2 settimane che preferirebbero i commissari: il colpo di teatro sarebbe se si palesasse un nuovo socio al 40%, magari proveniente dal mondo pubblico per completare il disegno statalista di Di Maio. L'ingresso di Atlantia viene visto come verosimile, ma avrebbe bisogno di tempo per maturare: al primo contatto di un mese fa (con Mediobanca, advisor di Fs) non sono seguite trattative, che quindi partirebbero da quasi da zero. C'è anche chi guarda alla compagnia cinese China Eastern (partecipata da Delta). Lo scoglio è soprattutto politico: la battaglia dei Cinquestelle contro la società della famiglia Benetton è stata furiosa, accettarla oggi come salvatrice di Alitalia significherebbe servire alla base grillina un boccone quasi indigeribile almeno quanto quello della Tav.

Atlantia controlla Aeroporti di Roma. Nel mondo esistono numerosi casi di intrecci di capitale tra società aeroportuali e vettori; in questo caso, comunque, l'operazione sarebbe gestita a livello di holding. Qualcuno ravvisa possibili conflitti di interesse perchè Adr potrebbe privilegiare il proprio primo cliente, a scapito degli altri. Ma se il modello fosse considerato un interesse nazionale, potrebbe essere accettato. Nel frattempo, il segretario della Uiltrasporti, Claudio Tarlazzi, ha annunciato che oggi potrebbe essere proclamata una giornata di mobilitazione a maggio «considerato che il governo elude il confronto con il sindacato».

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