Le Grandi Opere sono il vero motore del Pil. L'Ismes accanto al Paese durante la ripresa

L'ad Marini: "Con noi cantieri chiavi in mano. I sistemi di monitoraggio statici e dinamici contribuiscono ad allungare la vita delle infrastrutture

Le Grandi Opere sono il vero motore del Pil. L'Ismes accanto al Paese durante la ripresa

Le grandi opere dell'ingegneria civile quali dighe, strade e ferrovie rappresentano l'ossatura su cui un Paese basa il suo sviluppo e la crescita economica. Da un lato, le dighe permettono la produzione di energia idroelettrica, la più antica risorsa di energia rinnovabile utilizzata dall'uomo, e consentono di stoccare una grande quantità di acqua per garantire l'irrigazione per l'agricoltura o per la gestione dell'acqua potabile.

Dall'altro, la rete viaria e ferroviaria permette la circolazione di marci e lo spostamento della popolazione.

La corretta gestione di questo patrimonio e la sua conservazione nel tempo è la responsabilità demandata agli ingegneri e ai tecnici che si fanno carico di gestire e manutenere queste importanti strutture. Vengono in aiuto a questa importante attività i sistemi di monitoraggio che mettono a disposizione informazioni fondamentali per la corretta gestione nel tempo delle opere d'arte e della loro sicurezza. I dati forniti dai sistemi di monitoraggio aiutano a creare un quadro esaustivo del comportamento delle grandi strutture nel tempo e a capire quale sia la loro evoluzione, evidenziano al contempo la presenza di potenziali criticità per prevenire l'insorgere di situazione di crisi e pericolo per la popolazione. I sistemi di monitoraggio che si basano sulla raccolta delle principali grandezze e che danno un quadro puntuale e locale, uniti ai sistemi con le tecnologie innovative (quali SAR, ovvero il telerilevamento tramite radar, o reti GPS) permettono di avere un quadro generale che comprende, oltre alla struttura in sé, anche il territorio circostante.

Considerando il territorio italiano per dimensione, differenza orografica ed elevato rischio naturale, la possibilità di avere a disposizione dati che forniscano lo scenario evolutivo delle grandi infrastrutture e delle opere d'arte principali rappresenta un notevole passo avanti verso la gestione di potenziali scenari di rischio e la loro prevenzione, per garantire la salvaguardia della popolazione.

«Da questo scenario emerge con evidenza la necessità di affidarsi a realtà dotate di adeguate competenze per la progettazione e la realizzazione, con tecnologie moderne, delle attività utili alla conservazione delle nostre grandi infrastrutture, cuore pulsante dell'economia del nostro Paese», afferma Gianluca Marini, Amministratore Delegato di ISMES, società del Gruppo CESI, che vanta un'esperienza pluridecennale nella progettazione e realizzazione dei sistemi di monitoraggio delle infrastrutture. L'importanza della tutela delle grandi infrastrutture è stata sottolineata dal governo italiano, tanto da includerne ingenti investimenti nel PNRR, prevedendo adeguate missioni che investano nelle attività di monitoraggio necessario. La missione denominata «Strade Sicure», per esempio, si pone come obiettivo il monitoraggio di ponti e viadotti e la loro messa in sicurezza, alla quale è destinato un miliardo di euro. La missione finalizzata alla Tutela Del Territorio e della Risorsa Idrica, invece, prevede azioni rivolte all'adeguamento e al mantenimento della sicurezza delle opere strutturali e a una loro maggiore resilienza, anche in un'ottica di adattamento ai cambiamenti climatici in atto. «In quest' ambito ricorda Marini i sistemi di monitoraggio statici e dinamici contribuiscono ad allungare la vita delle grandi infrastrutture, nonché delle opere d'arte di cui il nostro Paese è ricchissimo».

Proprio legata alle principali opere d'arte è la missione del Piano che prevede la realizzazione di un sistema integrato per la gestione del rischio idrogeologico, aspetto rilevante in un Paese come l'Italia. Qui, il PNRR prevede inoltre interventi di messa in sicurezza dei dissesti esistenti, con l'obiettivo di ridurre i potenziali rischi per 1,5 milioni di persone.

«A questi bisogni, ISMES può rispondere fornendo un servizio integrato. Con un team di 70 professionisti, tra ingegneri e geologi, siamo in grado di partire dalla definizione delle grandezze da monitorare, passando alla progettazione e realizzazione di un sistema di monitoraggio chiavi in mano. ISMES, inoltre, offre il supporto ingegneristico necessario per l'analisi e l'interpretazione dei dati acquisiti, fornendo così al cliente i dati di sintesi necessari per definire le azioni da intraprendere» aggiunge ancora l'ad di ISMES. ISMES ha sviluppato, inoltre, in aggiunta ai software di gestione dei sistemi di monitoraggio, un software in grado di fornire un'interpretazione a supporto delle decisioni in tempo reale. Il software confronta il comportamento dell'opera d'arte, o del fenomeno naturale studiato, con un modello matematico appositamente realizzato e fornisce, attraverso i dati ricevuti dai sistemi di monitoraggio automatico, qualsiasi scostamento o variazione rilevata, fornendo così il quadro dell'evoluzione del fenomeno stesso.

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