Grecia, arriva l'ok al salvataggio

Firmato l'accordo «tecnico» con la Troika: stop a baby pensioni e Iva agevolata per le isole. Ma Tsipras rischia il ribaltone

È un documento di 27 pagine, rese necessarie per elencare nel dettaglio le 35 «azioni prioritarie» su cui poggia le fondamenta il terzo salvataggio della Grecia, quello sottoscritto da Atene e dai creditori dopo una no-stop negoziale durata 18 ore. L'accordo è fatto, ma solo da un punto di vista tecnico. Ovvero, non sono esclusi ribaltoni quando il baricentro delle discussioni penderà sul versante politico. Il cammino del memorandum, infatti, non si annuncia facile. E non solo per le resistenze della Germania, i cui timori sono legati ai rischi che l'intesa sia solo un escamotage per incassare una prima tranche di aiuti (si parla di 25 miliardi da versare subito rispetto agli 85 totali del bail out ) senza poi procedere con le riforme concordate.

È soprattutto dal parlamento ellenico che il piano, domani alla prova del voto, potrebbe essere impallinato. Anche perché all'interno del governo il malumore sembra tracimare: il ministro della Sanità, Panayiotis Kouroublis, ha chiesto le elezioni anticipate. Il motivo: il premier Alexis Tsipras ha tradito il proprio mandato, sottoscrivendo un programma inzuppato di misure di austerità.

Vero, ma solo in parte. Come in tutte le soluzioni di compromesso, il leader di Syriza ha concesso e preso, dato e avuto. Facendo un bagno nella Realpolitik che molti traducono invece come una piena sottomissione ai diktat della troika, nel format allargato al fondo salva-Stati Esm. Ma, d'altra parte, il binario lungo cui Tsipras intendeva muoversi era parso chiaro subito dopo l'intesa preliminare con cui, all'inizio di luglio, era stato disatteso il «no» ad altro rigore giunto dal referendum.

Per evitare lo spettro della Grexit, materializzatosi nella proposta Schaeuble di introdurre una moneta parallela per cinque anni, Tsipras ha dovuto cancellare alcune delle «linee rosse». L'intesa raggiunta, che venerdì sarà al vaglio dell'Eurogruppo, va a riformare proprio alcuni temi considerati intoccabili fino a qualche settimana fa. L'impianto del sistema previdenziale, per esempio, cambia: le pensioni anticipate verranno gradualmente abolite e l'età pensionabile verrà alzata a 67 anni. Cadono anche altri tre bastioni di resistenza: le agevolazioni fiscali per le isole saranno rimosse dalla fine del 2016; il settore dell'energia verrà prima deregolamentato per poi essere completamente privatizzato; aumenta la tassa sulla stazza dei cargo per le imprese mercantili.

A fronte di queste concessioni, il capo del governo greco ha però incassato alcuni punti a favore. Intanto, i creditori hanno finalmente aperto gli occhi sulle condizioni disastrate dell'economia ellenica. Il memorandum prevede una contrazione del Pil tra il 2,1% e il 2,3% nel 2015, una flessione dello 0,5% nel 2016 e una crescita al 2,3% nel 2017. Ciò ha determinato un alleggerimento degli obiettivi di bilancio, ben meno ambiziosi rispetto a quelli sottoscritti dal governo Samaras: il deficit primario dovrà essere pari allo 0,25% del Pil quest'anno mentre l'avanzo dovrà essere dello 0,5% nel 2016, dell'1,75% nel 2017 e del 3,5% nel 2018. Ma l'intesa mette anche in sicurezza le banche, presto ricapitalizzate con 10 miliardi; evita la vendita dei crediti in sofferenza a fondi specializzati, che avrebbe aumentato il rischio di pignoramento di case per il mancato pagamento dei mutui; e, soprattutto, esclude prelievi forzosi sui conti correnti come accaduto a Cipro nel 2013.

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