Gubitosi lascia Telecom. Labriola verso la guida. Ora la partita con Kkr

All'ad uscente 6,9 milioni di liquidazione e la manleva. Il cda aspetta sulla due diligence

Gubitosi lascia Telecom. Labriola verso la guida. Ora la partita con Kkr

Riunione fiume per il cda di Tim che si è riunito ieri a Roma ma la notizia principale sono le dimissioni dal consiglio dell'ex-ad Luigi Gubitosi. Mossa che ha portato in rialzo il titolo in Borsa (+0,16% a 0,44 euro per azione) sulla prospettiva di uno sblocco della trattativa con Kkr. Gubitosi, uscendo dal board, fa posto a Pietro Labriola, già nominato direttore generale, che sarà cooptato in consiglio e infine nominato amministratore delegato.

Gubitosi, che non aveva più la fiducia del primo azionista Vivendi (23,8%), ha trovato un accordo con la società che rispetta quanto previsto dal contratto, incluse le manleve da direttore generale, ma senza «maxi» buone uscite. La sua liquidazione, anche se non maxi come quella dei suoi predecessori, è comunque pari a 6,9 milioni e sarà corrisposta entro il 3 gennaio.

Quanto al Kkr - che ha proposto un'Opa sul 100% di Tim del valore di circa 33 miliardi di euro (11 il valore stimato per la società a cui si aggiunge il debito) - il fondo non intende fare operazioni che possano essere percepite come ostili nè verso la società nè verso il governo, come emerso nei giorni scorsi. Kkr aveva anche scritto che non esiste un termine nella proposta fatta ma se il cda la rigettasse l'ultima parola spetterebbe al mercato.

Ieri non è stato deciso nulla circa la due diligence chiesta dal fondo Usa anche perché non ci sono ancora le indicazioni degli advisor di Tim, nominati da poco. Ma l'Opa e la governance non solo le uniche sfide per Tim. Il cda deve affrontare anche la partita dei conti e delle strategie dopo il recente profit warning e in vista del nuovo piano che sarà presentato a febbraio.

Il gruppo tlc ha aggiornato al ribasso le previsioni 2021 per la terza volta negli ultimi mesi. Una revisione che gli analisti hanno giudicato «estremamente aggressiva sui numeri del quarto trimestre per il business domestico». I problemi sono la pressione della concorrenza sulle tariffe fisso e mobile e l'accordo con Dazn sul calcio che non ha prodotto i risultati sperati e che Tim vuole rinegoziare. Per esaminare il nuovo piano è stato costituito un comitato con il presidente Salvatore Rossi e quattro consiglieri indipendenti: Paola Sapienza, Paolo Boccardelli, Marella Moretti e Ilaria Romagnoli.

In attesa delle decisioni del cda arrivano i primi commenti dalla politica. «Adesso chiediamo al governo di vigilare per evitare svendite, spezzatini, chiusure e licenziamenti, difendendo dati, reti e sicurezza nazionale», dice Matteo Salvini, leader della Lega.

Intanto lo shopping di Kkr nelle tlc europee non si ferma all'Italia segno che il settore è interessante. Il gigante statunitense del private equity vuole acquisire una quota, inferiore al 50%, dell'operatore spagnolo Red Electrica (Ree) che dispone di una rete da 52mila chilometri di cavi in fibra ottica. Kkr ha già acquisito, in Spagna, Masmovil e, oltre a Tim, aveva nel mirino anche l'operatore olandese Kpn.

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