Locali, palestre e teatri: come avere i risarcimenti

La stretta sulle attività della ristorazione costerà, secondo Fipe-Confcommercio, circa 2,7 miliardi di euro. Il governo pronto a dare ristoro a questo settore

Locali, palestre e teatri: come avere i risarcimenti

La crisi economica innescata dal coronavirus non si arresta. Siamo nel mezzo della seconda ondata. E i problemi, anche se non se ne sono praticamente mai andati, tornano al pettine. Ora, con il nuovo Dpcm, vengono varate misure restrittive per ristoranti, pub, bar, pasticcerie. Per Fipe-Confcommercio le misure annunciate costeranno altri 2,7 miliardi di euro alle imprese. Ma il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nella conferenza stampa odierna ha chiarito che gli aiuti non mancheranno. E che, addirittura, saranno previsti in Gazzetta Ufficiale già il dopodomani, martedì 27 ottobre.

"Il sostegno a questo mondo imprenditoriale - ha affermato Conte - arriveranno direttamente sui conti correnti dei diretti interessati con bonifico bancario attraverso l’Agenzia delle entrate". Sarà offerta una nuova indennità mensile, una tantum, agli stagionali del turismo, spettacolo, lavoratori intermittenti dello sport. C’è la conferma della cassa integrazione, un’ulteriore mensilità del reddito di emergenza e misure di sostegno alla filiera agroalimentare. È previsto, poi, il credito d’imposta per affitti commerciali di ottobre e novembre e la sospensione della seconda rata dell’Imu.

Sul sito dell’Agenzia delle entrate è presente una guida operativa per i contributi a fondo perduto che sono stati erogati alle imprese a maggio per fronteggiare la prima ondata della pandemia. Il premier ha spiegato che si userà questo schema. Va precisato che non c’è ancora una norma operativa. Ma, ciò che si sa, è che il contributo a fondo perduto (stando a quanto previsto a maggio) potrà essere richiesto da soggetti titolari di partita Iva che esercitano attività d’impresa o di lavoro autonomo, come lo sono i gestori di bar e ristoranti. Il primo requisito è il conseguimento, nell’anno 2019, di un ammontare di ricavi o compensi non superiore a 5 milioni di euro.

Per ottenere l’erogazione del contributo a fondo perduto (nel mese di maggio) era necessario almeno uno di questi due requisiti: ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019 (stavolta si parametrerà il calcolo sui mesi di ottobre e novembre 2019). E l’inizio dell’attività a partire dal primo gennaio 2019.

Il contributo a fondo perduto, sempre a maggio, è stato determinato applicando una diversa percentuale alla differenza tra l’importo del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e l’analogo importo del mese di aprile 2019. Sempre l’Agenzia delle entrate spiegava che i contribuenti potevano richiedere il bonus mediante la presentazione di una domanda. Che deve contenere il codice fiscale del soggetto che richiede il contributo e l’Iban del conto corrente su cui accreditare il denaro.

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