Rendere gli studenti migliori bancabili, questo l'obiettivo dal presidente di Consap, Sestino Giacomoni, recependo un auspicio arrivato dal governatore di Bankitalia, Fabio Panetta. Proprio con questa idea in mente è stato firmato il protocollo d'intesa tra il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, e l'Abi che trasforma il Fondo per il Credito ai Giovani in una leva di politica economica. Il nuovo assetto del Fondo potenzia molto la capacità di fuoco: i finanziamenti garantiti dallo Stato salgono fino a 50mila euro per chi studia in Italia e toccano i 70mila per le esperienze all'estero. Non è però solo un sostegno al reddito, ma un "patto di fiducia tra istituzioni e nuove generazioni", spiega Abodi, basato su un meccanismo rotativo dove chi restituisce oggi permette a un altro studente di partire domani.
L'Italia soffre storicamente di un gap nel numero di laureati rispetto alla media europea. Per il direttore generale Abi, Marco Elio Rottigni, il coinvolgimento delle banche è una "priorità strategica" per rispondere alle sfide tecnologiche e sociali in atto. L'iniziativa punta a favorire la mobilità sociale, permettendo a chi ha talento, ma non i mezzi, di accedere a università, master, scuole di specializzazione e corsi di lingua con modalità compatibili con l'ingresso nel mondo del lavoro.
La forza del Fondo risiede anche nella sua scalabilità digitale. Con 3,7 milioni di titolari della Carta Giovani Nazionale pronti a essere intercettati, il Fondo punta a una diffusione capillare.
Si realizza così l'input della presidenza del Consiglio di "rilanciare, digitalizzare e semplificare" uno strumento che non vuole lasciare indietro nessun talento. In un Paese che sconta un inverno demografico e professionale, investire sulla conoscenza diventa, citando Rottigni, "un'imprescindibile leva di competitività del sistema Italia".