L'86% dei ricavi rimane di carta

Il digitale avanza a grandi passi ma rende ancora poco

Il digitale non compensa il calo della «carta» nell'editoria e, oltretutto, nel 2018 l'86,5% del giro d'affari mondiale del settore editoriale proveniva ancora dalla carta stampata. Questi alcuni dei dati presenti nel rapporto R&S Mediobanca sul settore editoriale.

La brutta notizia sono i ricavi in costante calo con i maggiori gruppi editoriali italiani che hanno cumulato, tra il 2014 e il 2018, perdite per 678 milioni.

Da sottolineare la flessione della pubblicità - tanto che le entrate da diffusione sono maggiori già a partire dal 2016 - ma anche quella della copie vendute, con una flessione per i quotidiani del 32% rispetto al 2014. Cifre importanti sopperite dalla crescita del web. Che presenta però un problema serio. Infatti solo il 10% dei web lettori è abbonato, gli altri non pagano. In Europa le cose vanno ancora peggio solo il 6% è abbonato contro l'11% degli Usa.

Quanto all'Italia, dei sette principali gruppi editoriali italiani solo Cairo Communication, che controlla Rcs e La7, ha visto crescere i ricavi nel 2018, +0,5% sul 2017. Il fatturato totale dei sette big è stato pari a 3,4 miliardi (-4% sul 2017) con i primi tre gruppi, Cairo (fatturato di 1.224 milioni), Mondadori (891 milioni) e Gedi (649 milioni), che rappresentano da soli l'82,3% del giro d'affari totale.

Migliora invece la redditività, a discapito ovviamente del numero di addetti, -14% rispetto al 2014, e degli investimenti che si sono dimezzati (-57%). Il margine netto è stato del 5,7% nel 2018 rispetto allo 0,3% del 2014. Positive le performance di Cairo (10%), Mondadori (6,4%), Monrif (2%) e Gedi (1,7%). Se invece si guarda alle performance di Borsa tra il 2014 e il 2018, i maggiori ribassi sono stati fatti registrare dal Sole 24 Ore (-84,5%), Class (-81,2%) e Gedi (-63,9%). Positiva invece Mondadori (+92,5%) che ha puntato molto sul settore libri.

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