L'Audi sotto accusa riparte dalla sfida all'Alfa

La casa tedesca, che montava anche un motore «truccato», presenta a Venezia la gamma A4 e prova a girare subito pagina. No comment sul «dieselgate»

Il cielo di Venezia, con le sue nubi grige che a sprazzi fanno filtrare un timido raggio di sole, rappresenta il quadro esatto della situazione in cui si dibatte da giorni il gruppo Volkswagen: la voglia di girare pagina al più presto nella consapevolezza che lo scandalo dei motori diesel truccati rimarrà, comunque, una macchia indelebile.

La città lagunare ospita in questi giorni, con un programma fissato già da mesi, il lancio della nuova Audi A4, il modello icona della Casa dei quattro anelli, pronto a confrontarsi con l'Alfa Romeo Giulia (l'esordio in Italia non è casuale). Anche Audi, seppur in misura minore rispetto alla casa madre Volkswagen, montando il motore 2.0 Tdi del gruppo finito alla gogna, ha visto traballare la sua immagine.

Ma la voglia di ripartire è tanta e l'arrivo della gamma A4 (circa 12 milioni i modelli venduti dal 1972, a partire dall'antenata Audi 80) viene inteso dal marchio tedesco, come la vera occasione di anticipare quel «nuovo inizio», sottolineato dal comitato esecutivo di Volkswagen subito dopo aver «accettato» le dimissioni dell'ad Martin Winterkorn.

Ecco allora che Massimo Nordio, ad di Volkswagen Group Italia, in una lettera inviata al ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, sottolinea come i nuovi veicoli «dotati di motori Diesel Euro 6 attualmente disponibili nell'Ue, inclusi quelli in vendita sul mercato italiano, sono tutti rispondenti alla normativa per i gas di scarico EU6, soddisfano i requisiti legali e gli standard ambientali, e risultano totalmente estranei al caso» dei test taroccati emerso negli Stati Uniti.

Nordio ribadisce anche l'impegno della casa madre sulle altre motorizzazioni a gasolio, «per comprendere se le anomalie riscontrate all'estero possano riguardare anche veicoli circolanti sul territorio nazionale».

A Venezia, ieri, era presente il direttore generale di Audi Italia, Fabrizio Longo, il quale ha lasciato ai tecnici di Ingolstadt il compito di illustrare le caratteristiche della nuova A4. Nessuna dichiarazione sulle vicende americane e la propagazione del terremoto su tutti i mercati mondiali. La percezione, comunque, è che l'azienda tedesca che in Italia controlla Lamborghini, Ducati e Italdesign Giugiaro, per complessivi 4.500 posti di lavoro che salgono a quasi 15mila con l'indotto, nonché cliente vitale per molte realtà della componentistica, fa ora leva sui suoi punti di forza. A partire dai 22 miliardi di euro che da qui al 2018 saranno investiti, in larga parte, nelle tecnologie per la guida autonoma e nel progetto «zero emissioni», cioè l'elettrificazione della gamma.

Orgoglio, tenuta del sistema (soprattutto della rete vendita) e presa di coscienza che oggi, con la nomina del successore di Winterkorn al volante del gruppo, la «fase 2» entra nel vivo a una settimana dalle prime avvisaglie dello Tsunani che ha poi travolto il colosso di Wolfsburg.

Il piano d'azione della «fase 2», peraltro già iniziato, ruoterebbe su tre punti chiave: attutire il durissimo colpo subìto; recuperare la fiducia dell'opinione pubblica; evitare di mischiare un sistema industriale divenuto negli anni modello di efficienza e occasione di sviluppo dell'occupazione e dell'economia anche di altri Paesi, con la bufera in atto. Dal prossimo novembre, con un po' di mesi d'anticipo rispetto alla Giulia, la nuova Audi A4 sarà nelle concessionarie. E per la Casa dei quattro anelli sarà la prima concreta prova del nove di questo «nuovo inizio».

di Pierluigi Bonora

da Venezia

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