L'Europarlamento approva la risoluzione sulle emissioni, FI si astiene

Forza Italia ha deciso di non votare la risoluzione del parlamento europeo: "Il passaggio non deve nuocere alle famiglie e alle imprese"

L'Europarlamento approva la risoluzione sulle emissioni, FI si astiene

Con 439 voti a favore, 157 contrari e 32 astensioni, il parlamento europeo ha approvato la revisione del sistema di scambio delle quote di emissione di gas serra in Ue (Ets). Con questa risoluzione, il Parlamento ha deciso di aumentare, dal 61 per cento al 63 per cento, la riduzione di emissioni di gas serra nei settori Ets entro il 2030. Un obiettivo ambizioso, che dovrebbe essere raggiunto attraverso ulteriori tagli una tantum alla quantità di quote in circolazione nell'Ue, in combinazione con un aumento graduale della riduzione annuale delle quote. Si dovrebbe passare dal 4,4% entro il 2025, al 4,5% a partire dal 2026 e fino al 4,6% dal 2029.

Nella seduta, il parlamento europeo ha approvato l'atto legislativo contenuto nel pacchetto "Fit for 55", in cui si decide che le quote gratuite nei settori Ets, coperte dal meccanismo Cbam (Carbon border adjustment mechanism), dovranno essere eliminate gradualmente a partire dal 2027, per poi scomparire entro il 2032. Il Cbam è un sistema di dazi climatici che verrà imposto su alcune merci provenienti da Paesi che non hanno regimi simili all'Ets. La decisione precede di tre anni quella che era la previsione della Commissione europea. Le quote gratuite dovrebbero essere ridotte al 93 per cento nel 2027, all'84% nel 2028, al 69 per cento nel 2029, al 50 per cento nel 2030, al 25 per cento nel 2031 e allo zero per cento nel 2032.

Le quote gratuite rimarrebbero solo per i prodotti Ue esportati. Gli europarlamentari vogliono che il campo di applicazione sia esteso. Oltre a cemento, ferro/acciaio, alluminio, fertilizzanti, elettricità (come proposto dalla Commissione europea), il Cbam dovrebbe coprire anche polimeri (plastica), sostanze chimiche organiche e idrogeno, previa valutazione di impatto della Commissione. I proventi del sistema dovrebbero andare nel bilancio Ue, per ripagare i debiti del Next Generation EU. Ma la richiesta dell'Europarlamento è che dal bilancio Ue arrivi una quota di finanziamenti pari ai proventi del sistema, per finanziare le politiche climatiche dei Paesi in via di sviluppo.

Dal voto di oggi si è astenuta la componente di Forza Italia al parlamento europeo. La decisione segue la proposta di tagliare le emissioni abbattendo la vendita degli autoveicoli alimentati da combustibili fossili a partire dal 2035 contenuta nel pacchetto "fit 55". Una proposta che trova molti dubbi in diversi Paesi, tra i quali l'Italia, dove l'automotive è un settore cruciale del tessuto economico. Le perplessità del nostro Paese sono state già condivise dal centrodestra e Antonio Tajani, coordinatore di Forza Italia e vicepresidente del Ppe, ha accolto con soddisfazione la presa di posizione della Germania: "Bene la decisione della Germania di schierarsi contro il blocco totale delle auto non elettriche dal 2035. Un altro passo in avanti per difendere in Europa lavoro e imprese del settore auto. La battaglia iniziata da Forza Italia al Parlamento europeo si può vincere".

Come spiegato da Luisa Regimenti, eurodeputata azzurra, componente della commissione Ambiente al Parlamento europeo, "il governo italiano deve lottare fino in fondo perché l'obiettivo 'fit for 55' e la trasformazione graduale delle fonti energetiche sia raggiunto senza nuocere alle famiglie e alle imprese". L'eurodeputata ha poi motivato l'astensione dal voto: "Per invitare dunque il nostro esecutivo a cercare in questo senso ogni strada utile in sede di trilogo, Forza Italia si è astenuta nei voti sulla riforma del sistema di scambio delle quote di emissione (Ets) e del meccanismo di aggiustamento del carbonio alle frontiere (Cbam)". Le basi per soppiantare l'ambientalismo ideologico con l'ambientalismo sostenibile ci sono, ma occorre continuare a lavorare in questa direzione. "Come spiega il coordinatore Tajani, il traguardo è vicino, ci manca da percorrere solo l'ultimo miglio per far sì che la battaglia avviata da Forza Italia venga vinta", ha spiegato Regimenti.

Commenti