Lockhart: «Fed pronta alla stretta in settembre»

La Borsa di Atene limita i danni (-1,2%) Il governo: «Accordo entro la settimana»

«L'economia Usa è pronta per un rialzo dei tassi in settembre». Con una frase potenzialmente esplosiva, il presidente della Federal Reserve di Atlanta, Dennis Lockhart, rimette in discussione le strategie a brevissimo termine della banca centrale. Il comunicato diffuso dalla Fed la scorsa settimana, al termine dei due giorni di riunioni del Fomc (il braccio operativo in materia di politica monetaria, pur restando molto abbottonato sul timing della stretta, sembrava suggerire un atteggiamento ancora prudente, riducendo di fatto le possibilità di un giro di vite già il prossimo mese. A consigliare cautela, un andamento economico non ancora soddisfacente e un livello d'inflazione ancora lontano dal target del 2% anche a causa delle spinte deflazionistiche portate dal rallentamento della Cina.

Ora Lockhart sembra ribaltare le ipotesi più accreditate, secondo cui il primo aumento del costo del denaro dopo nove anni sarebbe stato deciso ad autunno inoltrato. «Dovrebbe esserci un significativo deterioramento dell'economia per convincermi a non alzarli in settembre», ha detto al Wall Street Journal. La voce del numero uno di Atlanta è infatti molto ascoltata dai mercati, visto che è solito muoversi con il consenso dei vertici della Fed. La sua esternazione suona quindi come un avvertimento sul cambio ravvicinato dello status quo monetario. Ma le parole di Lockhart non hanno lasciato ieri il segno sulla Borsa di New York (-0,4% a un'ora dalla chiusura).

Soffre invece ancora, anche se meno rispetto a lunedì (-16%), la Borsa di Atene, in calo ieri dell'1,2%. Ancora male le banche, crollate di un altro 30% nonostante il governo greco sia ottimista sulla possibilità di trovare un accordo con i creditori entro il 18 agosto, cioè due giorni prima del rimborso di 3,2 miliardi alla Bce. Il ministro delle Finanze, Euclid Tsakalotos, è convinto che «tutto si concluderà questa settimana». Già oggi dovrebbe essere affrontata la stesura del documento che costituirà la base per il terzo salvataggio. Il tempo stringe. Serve ridare una speranza a un Paese in emergenza, con i prezzi delle case calati del 5,6% nel secondo trimestre. Un problema tra i tanti, ma verso cui l'80% delle famiglie proprietarie di un immobile è molto sensibile anche in ragione del crollo, pari al 40,5%, subìto dal mattone dal 2008.

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