Lorenza Luti: "Così Kartell porta il design fashion italiano nel mondo"

Il direttore marketing e retail dell'azienda milanese: "Non ci fermiamo mai, durante la pandemia abbiamo lanciato concept innovativi per i 675 punti vendita. Il retail è fondamentale per far crescere il made in Italy all'estero". Da Perth a Madrid, da Parigi a Lugano aperti nuovi negozi con collezioni d'autore ispirate alla sostenibiltà

Lorenza Luti: "Così Kartell porta il design fashion italiano nel mondo"

Il design - arredo e complementi - proposto al pubblico come l’alta moda, che possiamo definire “design fashion”, segno della bellezza del made in Italy riconosciuto in tutto il mondo che ha in Kartell una delle sue bandiere di stile più importanti. Una storia aziendale, di cultura del progetto, di prodotti industriali, di ricerca sui materiali e tecnologie innovative che percorrono la strada della sostenibilità e dell’economia circolare iniziata 70 anni fa e che oggi, a livello di internazionalizzazione, si riassume in una cifra: 675, ovvero le “vetrine” di Kartell nel mondo fra punti vendita monomarca e shopping shop che continuano a rinnovarsi e a crescere con nuove aperture anche in tempi di pandemia.

“Non ci fermiamo mai... guardiamo sempre avanti e in questo anno e mezzo abbiamo lavorato tantissimo sui flagship e sul retail - dice Lorenza Luti, direttore marketing e retail di Kartell -. Appena prima del lockdown avevamo presentato il nostro nuovo concept dei negozi, il quarto negli ultimi vent’anni, e in questi mesi abbiamo colto l’occasione per lavorare e prepararli alla ripartenza ancora più attrattivi e ricchi di novità con le nuove collezioni: la Smart Wood di Philippe Starck che si è ampliata a nuovi ambiti come l’Office e l’Home Office e si è arricchita di nuove proposte Habitat con Adam Wood, la nostra prima vera libreria che si inserisce negli ambienti living; la versione finale di Re-Chair la sedia progettata da Antonio Citterio e realizzata in materiale riciclato; la collezione Re-Transparency in policarbonato 2.0 materiale esclusivo e sostenibile e Geen-a la prima lampada da lettura di Kartell firmata da Ferruccio Laviani”.

Internazionalizzazione attraverso il retail, fondamentale per l’azienda milanese. “È il cuore della nostra attività, fin da quando abbiamo iniziato a proporre alla fine degli anni 80, la collezione firmata dalla seconda generazione dei designer italiani e internazionali, l’altra è la distribuzione. Abbiamo portato l’idea della moda nel mondo del design”.

“Il mio primo lavoro - sottolinea Lorenza Luti - è stato quello di costruire l’ufficio retail, lo strumento di comunicazione più importante perché ci permetteva di dare l’idea della collezione. Non più solo il prodotto singolo, iconico all’interno del brand, ma definito dal brand Kartell dalla collezione, associato alle vetrine che devono essere tutte belle, curate, emozionali ed è un lavoro in progress. Per il lancio della collezione legno, ad esempio, abbiamo studiato come inserire oggetti d’arredo così particolari e innovativi in ognuno dei 675 negozi”.

Nuove aperture come quella a Madrid dove “abbiamo inaugurato a marzo un grande spazio in centro che ci ha consentito di sviluppare appieno il concept con il lancio deilla collezione in legno: scrivanie, librerie, nuove versioni delle sedie a cui abbiamo aggiunto prodotti di Patricia Urquiola. Per noi è il punto di ripartenza in tutti i punti vendita in Spagna. Anche in Australia abbiamo rivisto tutti i negozi, debuttando nella città di Perth con un’apertura diversa tenuto conto del periodo: ospiti presenti senza mascherina, red carpet e cocktail per una festa del design particolare in questi mesi così difficili”.

Ancora un concept innovativo a Parigi con la Kartell Boutique sulla Rive droite e a Lugano, una prima assoluta. “Abbiamo sviluppato un layout più fashion, con le sedie appese ai muri per far vedere le tonalità, vetrine più emozionali, percorsi più coinvolgenti. Diamo la massima attenzione alla location, come abbiamo fatto a Forte dei Marmi dove il negozio è veramente particolare, ispirato a Magritte, richiama le atmosfere del mare e dell’estate dal pavimento ai muri: è diventato un cielo con solo prodotti trasparenti, bianchi e azzurri”.

Il valore del made in Italy, unito alla qualità dei prodotti, è fondamentale per crescere sui mercati esteri. “Lavoriamo con i designer internazionali oltre che con quelli italiani, che portano le loro idee e la loro cultura ma poi c’è la fortissima volontà di comunicare che i prodotti sono progettati e realizzati in Italia è questo è molto molto importante. Noi lo associamo al nostro brand da anni: Kartell made in Italy è parte del logo e abbiamo fatto una campagna made in Milano per sottolineare dove nascono i prodotti. Richiama anche la bellezza del Salone del Mobile.Milano a cui parteciperemo a settembre con un allestimento speciale mentre un altro si potrà vedere al Kartell Museo a Noviglio”.

Mai fermarsi, cogliere le opportunità come quella rappresentata dal mondo digital e dall’e-commerce con il nuovo sito lanciato poco prima del lockdown senza dimenticare le “radici”.

“A New York alla mostra sui Componibili come prodotto simbolo di inizio anni Settanta c’è una foto di mia nonna Anna Ferrieri, ne ne aveva disegnati diversi che sono stati messi a fianco di quelli nuovi in realizzati in materiale bio...”.

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