Le low cost regnano sugli scali italiani E Alitalia perde quota

Ryanair determina la fortuna di Bergamo, al terzo posto dopo Fiumicino e Malpensa

Le low cost regnano  sugli scali italiani E Alitalia perde quota

Cieli italiani sempre più low cost. È questo quanto emerge dal Bilancio sociale 2017 Enac presentato ieri a Roma, in occasione del ventennale della fondazione dell'Ente. Dal rapporto emerge lo storico sorpasso delle compagnie aeree «no frills», senza fronzoli, rispetto ai vettori tradizionali. Lo stesso Ente nazionale per l'aviazione civile ha ammesso che «il trasporto aereo venti anni fa si presentava come un settore elitario», oggi invece «è diventato un fenomeno di massa che ha movimentato oltre 174,6 milioni di persone nel 2017 (in aumento del 6,2% rispetto all'anno prima ndr)». In questo arco di tempo, le low cost sono divenute protagoniste degli scali tricolori, determinando spesso le fortune di aeroporti più o meno rilevanti dispersi nella provincia italiana. Non è un caso che il primo storico «hub» (scalo principale) di Ryanair in Italia, quello bergamasco di Orio Al Serio sia oggi il terzo aeroporto del Paese con oltre 12 milioni di passeggeri (+10,6%) dopo Roma Fiumicino e Milano Malpensa. Più in dettaglio, il 50,9% del traffico aereo registrato nell'ultimo esercizio ha avuto origine grazie a compagnie come l'irlandese Ryanair (che, con 36,2 milioni di passeggeri, in rialzo dell'11,2%, si conferma leader nel Paese nonostante un anno difficile scadenzato da cancellazioni di voli), l'inglese EasyJet (con 16,5 milioni di clienti, +10,5%), la spagnola Vueling (con 5,8 milioni stabili sul 2016), l'ungherese Wizz Air (con 4,2 milioni di passeggeri, + 22%) a scapito, tra l'altro, di Alitalia (con 21,7 milioni di passeggeri in calo del 5,8%). Solo dieci anni fa i voli low cost rappresentavano il 25% del totale e il dato è in continua crescita (+9,2% ).

Quello tratteggiato dal rapporto è uno scenario sempre più complesso da affrontare per Alitalia, la cui ristrutturazione passa ora nelle mani del nuovo Governo. «L'unica cosa che non si deve fare è svenderla a pezzettini- ha dichiarato ieri il vicepremier Matteo Salvini- L'anno scorso Alitalia era data per morta, ma il malato ha reagito, ora non è in forma strepitosa, ma sta meglio»- ha dichiarato ieri Luigi Gubitosi, commissario straordinario della compagnia tricolore. «La società - ha aggiunto- risulta prima per puntualità in Europa e seconda nel mondo. Dal 17 gennaio poi riportiamo in casa il progetto MilleMiglia e vogliamo formare nuovi piloti».

Nonostante le note positive il rebus Alitalia è tutt'altro che vicino a una soluzione. E più passa il tempo senza una strategia industriale definita, maggiori sono le complicazioni che il gruppo si troverà ad affrontare nello scenario dominato dalle regine del low cost.

Vito Riggio, presidente di Enac, ha tuttavia le idee chiare in merito: dice no alla nazionalizzazione dell'ex compagnia di bandiera per cui si augura «grandi alleanze» perché, su uno scacchiere complicato come quello aeroportuale, «non si può pensare di stare da soli».