L'Ue proroga gli aiuti di Stato. Ma a guadagnarci è solo Merkel

Questa decisione, presa senza particolari correttivi, potrebbe contribuire a generare un sostanziale divario tra le economie dei vari Paesi membri

L'Ue proroga gli aiuti di Stato. Ma a guadagnarci è solo Merkel

La Commissione eureopa ha prorogato fino al 31 dicembre 2021 la flessibilità relativa agli aiuti di Stato. Questa decisione, presa senza particolari correttivi, potrebbe contribuire a generare un sostanziale divario tra le economie dei vari Paesi membri dell'Ue. La Germania, ad esempio, grazie a una capacità fiscale migliore dell'Italia, potrà godere di una quantità di aiuti superiore a quelli chiesti e autorizzati al governo italiano.

Disparità economiche

In virtù della decisione di Bruxelles, i governi nazionali potranno quindi continuare a compensare i danni subiti dalle rispettive economie a causa della pandemia di Covid-19, affidandosi ai cosiddetti aiuti di Stato. Di per sé, la novità è teoricamente positiva. Nella realtà ci sono tuttavia degli aspetti molto importanti da considerare, che contribuiscono a destabilizzare un quadro per nulla omogeneo.

"In ragione della diversa capacità fiscale, la Germania si è vista autorizzare una quantità di aiuti di Stato nettamente superiore a quelli richiesti e autorizzati all’Italia", hanno fatto notare il capodelegazione di Fratelli d’Italia-ECR, Carlo Fidanza, e il co-presidente del gruppo europeo ECR-Fratelli d'Italia, Raffaele Fitto.

La mossa di Berlino

Per capire le disparità che potrebbero presto acuirsi tra Berlino e gli altri governi Ue, basta evidenziare un dato: un aiuto su due tra quelli sbloccati finirà dritto nelle casse di Angela Merkel. Il motivo? Mentre Roma si affida ai maxi aiuti e prestiti provenienti dall'Ue – tra l'altro senza aver ancora presentato piani adeguati – il governo tedesco ha messo la quinta accaparrandosi la metà degli aiuti sbloccati da Bruxelles.

Scendendo nel dettaglio, la Germania è stata in grado di dimostrare il nezzo causale e diretto tra le misure di contenimento attuate per arginare la diffusione del coronavirus e le conseguenze nefaste sulle proprie attività commerciali, chiuse o limitate dagli stessi provvedimenti. Qui bisogna aprire una piccola parentesi: l'aiuto europeo di 12 miliardi autorizzato il 21 gennaio è stato garantito ai sensi dell'articolo 107 (2b) del Trattato (Tfeu) e non dell'articolo 107 (3b). Il secondo, a differenza del primo, permette aiuti per grave turbamento dell'economia, proprio come nel caso della pandemia di Covid.

Il nodo da sciogliere

Ricapitolando, la decisione della Commissione sugli aiuti di Stato diventa destabilizzante se messa sul tavolo senza correttivi. "Quello che si è verificato finora è sotto gli occhi di tutti", hanno aggiunto Fidanza e Fitto. La proroga del quadro temporaneo senza adeguati palettirischia di generare un ulteriore gap di competitività tra le nostre imprese e quelle estere.

In particolar modo con le aziende tedesche, "con un ulteriore rischio di shopping industriale ai danni del nostro tessuto produttivo" già fortemente provato dalla crisi e dalle "inadeguate misure di sostegno del governo Conte", hanno concluso i due. Insomma, ben vengano le misure di flessibilità sulle norme dell'austerità, ma è di fondamentale importanza evitare di assistere a un ampliamento del divario tra le varie economie europee.

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