L'Ue "scuote" il settore. E Mediaset si prenota per la società della rete

Bruxelles dà ragione a Vivendi e boccia i paletti della Gasparri. Ma tempi incerti

L'Ue "scuote" il settore. E Mediaset si prenota per la società della rete

Potrebbe essere una vittoria anche se sembra una sconfitta. La sentenza della Corte di Giustizia Ue di ieri sulla vicenda Mediaset-Vivendi stabilisce infatti che «la disposizione italiana che impedisce a Vivendi di acquisire il 28% del capitale di Mediaset è contraria al diritto dell'Unione». Insomma per l'Ue la legge Gasparri, che vieta il possesso di quote rilevanti in società media e tlc in Italia, non è conforme al principio comunitario della libertà di stabilimento. I francesi, che possiedono il 23,9% di Telecom e il 28,8% di Mediaset possono quindi votare, secondo i giudici Ue, nell'assemblea del Biscione con la loro intera quota.

Occorre ricordare che all'origine della Gasparri c'era anche l'intento di evitare l'ingresso di Mediaset in Telecom Italia. La norma, dunque, non favoriva la crescita del gruppo di Cologno. Così ieri, pensando a scenari futuri, il Biscione si è detto interessato a un'eventuale entrata nella costituenda società della rete unica tra Telecom e Open Fiber. Fantascienza? Neanche tanto se, nel 2006, venne elaborato un piano che prevedeva una fusione Mediaset- Telecom.

La sentenza Ue non produrrà effetti immediati in Italia dato che bisogna cambiare la legge. Il Tar dovrà sottoporre la questione alla Consulta, che la passerà al Parlamento. Per questo, in una nota, Mediaset ha dichiarato che «nella sentenza ci sono rilievi che dovranno essere esaminati nelle successive fasi di giudizio davanti al Giudice nazionale e su cui si confida che l'Autorità per le tlc possa fornire ogni opportuno chiarimento». Il recepimento della sentenza richiederà, perciò, precisi passaggi istituzionali. Ma c'è anche un altro punto. Secondo Mediaset, infatti, «l'Autorità dovrà valutare i rischi per il pluralismo, valore fondamentale per lo stesso diritto Ue, derivanti dalla possibilità illimitata per le imprese dominanti nel settore dei media digitali di rafforzare la propria posizione nel settore delle tlc. Inoltre se si aprissero possibilità di convergenza tra i leader delle tlc e dell'editoria televisiva, Mediaset, che in tutti questi anni è stata vincolata e penalizzata dal divieto, valuterà ogni nuova opportunità in materia di business tlc già a partire dai recenti sviluppi di sistema sulla rete unica in fibra».

Insomma, all'orizzonte ci sono diversi scenari. Infatti se non ci fossero vincoli tra media e tlc anche giganti come Amazon e Google potrebbero farsi largo nella rete unica. Quanto a Mediaset il primo passo sarà cercare una mediazione con Vivendi. Resta il fatto che società guidata da Pier Silvio Berlusconi ha chiesto ai francesi circa 1,8 miliardi di risarcimento per avere, nel 2016, rescisso il contratto per l'acquisto della pay tv Premium, procedendo poi con l'acquisto di azioni Mediaset sul mercato fino al 28,8%. Da qui il lungo contenzioso. Ieri Mediaset è salita in Borsa del 5,18%.

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