Tra Mediaset e Vivendi l'accordo è più vicino

I francesi aprono sul prezzo, ora si ragiona su quota 2,77 euro. Il Biscione avanti con Mfe

Vivendi ha fatto un passo indietro e si è dichiarata disponibile a trattare con Mediaset la cessione del 20% del gruppo di Cologno «congelato» in Simon Fiduciaria. Ieri al Tribunale di Milano il clima tra le due controparti, convenute dinanzi al giudice Elena Riva Crugnola, è stato caratterizzato da una sostanziale distensione. Il magistrato ha concesso un'altra settimana di tempo, fino al 29 novembre, per trovare un'intesa che non riguardi solamente MediaforEurope (la nuova holding che controllerà le attività italiane e spagnole nonché la partecipazione in ProsiebenSat), ma è finalizzata a un accordo globale sulle controversie che dividono le due società dopo il mancato rispetto da parte transalpina, nel 2016, del contratto per la compravendita della pay tv Premium.

Nel corso di questi sette giorni i due contendenti potranno ricercare un'intesa. Da una parte, Vivendi potrà evitare, con l'eventuale uscita da Mediaset, le perdite potenziali legate alla corresponsione di un risarcimento per il mancato rispetto di accordi contrattuali. Secondo quanto emerge da fonti finanziarie e legali, la cessione della quota di Simon Fiduciaria sarebbe stata avanzata proprio da parte francese. Dall'altro lato, Mediaset ha mostrato disponibilità a modificare due articoli dello statuto di MfE proprio per non precludersi un esito positivo dell'annosa questione.

Il problema, ora, è tutto legato alla valorizzazione del 20% oggetto di trattativa. Il gruppo guidato dall'ad Pier Silvio Berlusconi è, come detto, pronto a negoziare ma non intende offrire più di 2,77 euro che è il prezzo offerto ai soci che hanno esercitato il diritto di recesso. Vivendi, ovviamente, vorrebbe spuntare di più, ma va detto che la perdita potenziale sarebbe comunque contenuta avendo svalutato i titoli Mediaset in portafoglio al valore di carico di 2,88 euro.

Le delibere dell'assemblea di Mediaset dello scorso settembre resteranno per ora in sospeso, così come le analoghe adottate in Spagna, ma tra i legali c'è ottimismo. Ieri mattina il cda del gruppo di Cologno ha convocato un'assemblea straordinaria per il prossimo 10 gennaio per deliberare sulle modifiche degli articoli dello statuto di MfE. Il progetto alla base della creazione della holding è stato «confermato» in pieno. Per il Biscione, infatti, «la fusione è necessaria per realizzare il progetto di creare un gruppo pan-europeo nel settore dell'entertainment e dei media, con una posizione di leadership nei mercati di riferimento». In Borsa Mediaset è salita dell'1.7 per cento.

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Commenti

cir

Dom, 24/11/2019 - 19:12

cari Francesi... fate attenzione a questa gentaglia !