Mediobanca punta al risparmio gestito

L'ad Nagel: «Pronto un miliardo per lo shopping». Il gruppo sale al 100% di Esperia

Camilla Conti

Entro tre anni ci sarà una nuova Mediobanca che ridurrà ulteriormente il suo peso nelle Generali, sarà concentrata sul risparmio gestito e cavalcherà anche l'onda del business delle sofferenze.

Il cambio di assetto dell'istituto di Piazzetta Cuccia è stato presentato ieri agli analisti dall'amministratore delegato, Alberto Nagel. I tempi sono cambiati, gli effetti della crisi finanziaria sul sistema bancario e le nuove regole della vigilanza unica europea impongono entro il 2019 un riposizionamento strategico sui business con maggiori prospettive di sviluppo alzando il contributo al risultato operativo di gruppo delle attività bancarie all'80% rispetto al 60% attuale. «Partiamo dai risultati e dal cambiamento già fatto e ne vogliamo uno ancora più forte», ha sottolineato Nagel agli analisti. Sul fronte dei numeri, l'obiettivo è quello di avere 1 miliardo di utile operativo nel 2019 (da 700 milioni), con un contributo dalle attività bancarie che sale all'80% dal 60%, una riduzione del capitale allocato al Principal Investing - cioè il portafoglio azionario - dal 33% al 20% e con la liberazione di 1 miliardo da destinare ad eventuali acquisizioni o a dividendi più generosi. Il primo passo in questa direzione è stato compiuto con l'acquisto del 50% di Banca Esperia da Mediolanum (che incasserà una plusvalenza di 41,5 milioni) per salire al 100 per cento. Quanto alle singole aree di business, il Corporate and Investment Banking diventerà il punto di riferimento delle medie imprese e si occuperà ancor più di finanza specializzata, con un occhio di riguardo agli Npl. Compass continuerà il percorso di crescita che ne fa una fonte primaria di margine di interesse del gruppo, anche con l'apertura di nuove filiali. Il cosiddetto Wealth Management diventa prioritario sfruttando anche l'acquisizione di Barclays Italia, verrà potenziata CheBanca per il segmento Affluent e Premier, mentre la clientela private e i patrimoni di clienti dai 5 milioni in su faranno capo in Italia a Esperia, Spafid e a Monaco alla compagnie Monegasque de Banque.

L'antico legame con i «salotti», inoltre, subirà un ulteriore allentamento: il piano prevede la cessione di un 3% delle Generali (oggi vale circa 550 milioni) con discesa al 10% e le cessioni di altre attività per un totale di 1,3 miliardi. Ma Nagel ha anche lasciato aperta la porta a una riduzione maggiore della presenza nel Leone nel caso si presentasse un'acquisizione maggiore rispetto al miliardo previsto dal piano. L'importante è «non incidere in maniera negativa sull'azionariato della compagnia, nè sul suo piano di turnaround industriale», ha precisato l'ad.

A fine piano, Mediobanca conta quindi di ribilanciare il peso dei diversi settori. La divisione Principal Investing si dimezzerà al 20% dall'attuale 37%, il Consumer Banking (33%) e il Corporate Investment Banking (32%) contribuiranno in misura uguale, mentre il Wealth Management raddoppierà dal 7 al 15 per cento.

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