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Moda sulla passerella della ripresa

Il presidente Capasa: "Inversione di tendenza, export ok"

Moda sulla passerella della ripresa
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Non è una svolta, ma un segnale sì. Dopo otto trimestri consecutivi di calo, per la prima volta il fatturato della moda, in quelli che vengono considerati i settori core - abbigliamento e calzature - è tornato a crescere. Un colpo di coda del 2025 e l'anno si è chiuso "meno peggio di quanto ci aspettavamo". Lo ha detto, con una certa soddisfazione, Carlo Capasa (in foto), presidente della Camera della Moda ieri alla presentazine della Fashion Week milanese al via dal prossimo 24 febbraio, in un fortunato incastro tra la chiusura delle Olimpiadi Milano Cortina e l'avvio delle Paralimpiadi. Ma Capasa ha detto qualcosa di più. Se il 2025 si chiude con un -2,6% (contro il -5,4% del 2024 e soprattutto contro la prevista stima che ipotizzava un più corposo 3,2% in meno), per il 2026 si parla di un'inversione di tendenza.

Il meno dovrebbe finalmente trasformarsi in più e, anche se con un risicato 1% a fianco, tanto basta a far dire a Capasa che si tratta di "ripresa" seppur con "numeri moderatamente ottimistici". Previsioni volutamente caute. "Abbiamo anche uno scenario che prevede una crescita del 2,5% ma lo teniamo nel cassetto e aspettiamo i prossimi mesi per vedere se è realistico", azzarda Capasa. Che tiene i piedi per terra. "Non bisogna pensare che il peggio sia passato. Ci sono tanti aspetti da capire, ma il dato dell'1% è positivo così come le previsioni dell'export, che dovrebbero passare da 87 a 90 miliardi". Nel contesto "aumenterà anche l'import di merce a basso costo", ma "dovrebbe entrare in vigore la tassa per i pacchi sotto i 150 euro che ci auguriamo serva come deterrente e per mettere in luce un business enorme che incide sulle nostre imprese, che lavorano da sempre mettendo al centro la sostenibilità ambientale e sociale e si confrontano con prodotti senza controlli". Secondo le stime elaborate dai Fashion Economic Trends, resta invece negativo, per il terzo trimestre consecutivo, l'andamento del fatturato nei settori collegati (gioielli, bigiotteria, beauty e occhialeria), soprattutto a causa della debolezza nei mercati di gioielleria e occhiali. Di fatto "alla crisi i brand hanno risposto con un messaggio di grande creatività", ha sottolineato ancora Capasa.

Con 161 appuntamenti "nessuna fashion week al mondo ha questo calendario" assicura fiero il presidente della Camera della Moda con i debutti di nuovi direttori creativi, Maria Grazia Chiuri per Fendi e Meryll Rogge per Marni, con la prima sfilata di Demna Gvasalia per Gucci e Emporio Armani presenterà invece per la prima volta la collezione donna-uomo, sotto la direzione creativa di Silvana Armani e Leo Dell'Orco. Per concludere che Milano oggi è "the place to be", il vero posto dove stare.

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