Monti agli investitori arabi: "In Italia è il momento di comprare a buon mercato"

Mentre il debito pubblico sfiora i 2mila miliardi di euro, il premier vola in Kuwait alla ricerca di investitori esteri: "In Italia si compra a poco"

Mario Monti incontra l'emiro del Kuwait Sheikh Sabah Al ahmad Al sabah
Mario Monti incontra l'emiro del Kuwait Sheikh Sabah Al ahmad Al sabah

"In Italia c’è bisogno di capitali per la crescita". E, proprio per questo, il presidente del Consiglio Mario Monti è volato in Kuwait e Quatar a parlare delle opportunità di investimenti nel Belpaese, dove è il momento di comprare "a buon mercato" perché i titoli si rivaluteranno. La priorità del governo è abbattere il debito pubblico che sta lievitando verso i 2mila miliardi di euro. Dal momento che in Italia ci sono pochi capitali da investire, Monti deve andare a bussare alla porta degli investitori esteri che, nonostante la crisi economica, possono ancora trovare appetibile il mercato italiano. Da qui il tour del Professore in Kuwait, Qatar, Emirati arabi e Oman.

"Le valutazioni sono ai minimi e servono capitali per la crescita. Abbiamo illustrato a potenziali investitori che è il momento in cui i titoli a reddito fisso e le valutazione delle imprese in Italia sono bassi", ha spiegato il premier insistendo sul fatto che adesso è l'occasione giusta per comprare "a buon mercato". Se da una parte il premier vola per tre giorni nei paesi arabi per trovare denaro sonante da investire in Italia, dall'altra la Banca d'Italia ha organizzato per settimana prossima un happening con i fondi d'investimento cinesi. "I più avveduti, quelli che sono in grado di valutare il percorso di risanamento e riforme messo in campo ritengono che l’Italia abbia imboccato una strada giusta, proficua e promettente", ha spiegato Monti secondo il quale, in questa congiuntura economica, ci sono "buone opportunità di investimenti in Italia".

Come ha rivelato l'Huffington Post, Monti ha incontrato gli emiri del Kuwait, i rappresentanti del fondo Kia, Kuwait Investment Authority e le società petrolifere del Paese che gestisce oltre l'8% delle riserve mondiali di oro nero. Domani la missione continuerà nel Golfo con una tappa in Qatar e una in Oman, dopodomani toccherà agli Emirati Arabi. La missione araba però non si limita solamente alla visita del presidente del Consiglio. Con circa 300 miliardi di attivo, la Cassa depositi e prestiti, il cui stato maggiore è volato in Qatar giusto una settimana fa, ha infatti avviato relazioni con partner internazionali di alto profilo interloquendo, in questo modo, con investitori esteri interessati all’Italia sul piano paritario. Il sistema Italia può usufruire del suo appoggio grazie al fatto che si è impegnato a portare avanti il processo di registrazione necessario alle imprese italiane per partecipare a importanti gare in diversi paesi. Come appunto il Kuwait dove è in atto un importante piano da 150 miliardi di euro per il paese, ricorda il premier citando diverse opportunità che si aprono per le imprese tricolori. Come quella per la realizzazione di otto ospedali, oltre alle opere infrastrutturali. Ma anche quelle per la realizzazione di impianti petroliferi per un paese che si è posto come obiettivo quello di aumentare l’attuale produzione da 3,1 a 3,5 milioni di barili al giorno di oro nero.

Insomma, Monti è convinto che, "se si rimette in carreggiata", l'Italia ha "una potenzialità maggiore rispetto ad altri Paesi". Asset, equities e probabilmente anche real estate. Tutto destinato a rivalutarsi. Il presidente del Consiglio pone però dei paletti ben precisi mettendo un'ipoteca sulle elezioni politiche del 2013: "Non posso garantire per il futuro". Poi l'affondo: "Chi governerà deve avere come obbiettivo quello di continuare a garantire crescita, giustizia, lotta a corruzione e evasione".

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