Salvini chiede la testa di Padoan: "Non accetteremo svendite"

Salvini attacca Padoan, che da deputato eletto a Siena è passato a presiedere Unicredit proprio nei mesi in cui si tratta l'acquisto di Mps, chiedendone le dimissioni.

Il leader della Lega Matteo Salvini
Il leader della Lega Matteo Salvini

Il segretario della Lega Matteo Salvini ha preso nettamente posizione contro il presidente di Unicredit ed ex ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan in merito all'affare Mps. Salvini ha attaccato l'economista eletto alla Camera a Siena in quota Pd prima di passare alla guida di Piazza Gae Aulenti dopo le parole pronunciate ieri durante l'audizione in Parlamento del ministro dell'Economia Daniele Franco, che ha aperto all'operazione Mps-UniCredit.

L'ipotesi che il Monte dei Paschi passi a una banca in cui Padoan, autore del salvataggio pubblico dell'istituto senese da titolare del Mef, è presidente non convince Salvini. "In qualsiasi altro Paese", ha dichiarato Salvini ad Affari Italiani, "il dottor Padoan, eletto parlamentare col Pd a Siena e poi dimessosi per diventare presidente di UniCredit che sta trattando per comprarsi Mps, si sarebbe già dimesso".

Salvini ritiene importante che l'affare Unicredit-Mps prosegua con grande trasparenza e che non ci siano favoritismi con fondi pubblici per risolvere la grana dell'istituto senese. "A me e alla Lega interessa solo che, con i soldi pubblici, non si favoriscano ancora una volta banche private che non ne hanno bisogno, sacrificando migliaia di lavoratori e chiudendo centinaia di sportelli", ha aggiunto, attaccando l'ipotesi che comporta l'opzione di fusione su cui l'ad di Unicredit, Andrea Orcel, punta apertamente e che ora sarà alla base della trattativa con Via XX Settembre: la cessione di una parte degli asset di Mps, i più pregiati, a Unicredit, con il mantenimento delle quote residue in capo allo Stato.

Parlando a un evento alla Magliana a Roma nel contesto della campagna elettorale Salvini ha dichiarato che ritiene il Partito Democratico di cui Padoan è stato ministro e onorevole responsabile del dissesto del Monte: "Mps è un marchio storico che è nato nel 1472 e deve sopravvivere ai disastri del Pd".

Il leader della Lega si mette dunque in una posizione chiara nel contesto di una trattativa che vedrà nelle prossime settimane il governo Draghi profondamente coinvolto. La questione Mps è stata oggetto di forti scontri tra il Carroccio e il Pd già all'epoca dei governi Renzi e Gentiloni, in cui lo stesso Padoan era centrale da titolare del Mef. Ora Salvini critica Padoan per un possibile conflitto di interessi che è legato anche al fatto che l'ex ministro, dimettendosi da parlamentare, ha lasciato libero proprio il collegio uninominale della città toscana in cui si è candidato il segretario Enrico Letta. Alla Magliana, in cui si è recato accompagnato dal candidato sindaco Enrico Michetti, Salvini ha proposto una soluzione alternativa rispetto al passaggio di Rocca Salimbeni sotto il controllo di Unicredit: a suo avviso Mps non deve essere annessa al gruppo di Piazza Gae Aulenti ma "deve diventare il terzo polo bancario, la banca delle piccole e medie imprese, la banca, non solo dei toscani, ma dei territori". Una scelta nettamente in controtendenza rispetto a quella su cui il cda di Unicredit presieduto dall'economista romano 71enne si sta orientando e che si inserirà nel quadro della trattativa nelle settimane a venire.

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