Mps, Mef e Ue tornano a parlare. E il titolo vola

Piazza Affari apprezza la riapertura del dialogo tra Roma e Bruxelles per definire la road map della privatizzazione della banca senese sfumata in autunno per la rottura del negoziato tra Mef e Unicredit

Mps, Mef e Ue tornano a parlare. E il titolo vola

La ripartenza del dialogo tra Mps e Mef ha una conseguenza immediata: le quotazioni del titolo della banca a Piazza Affari salgono, in mattinata, fino al 21,8%, poi si assestano intorno al 13%. Ma cerchiamo di capire cosa è successo. La notizia, battuta dalle agenzie di stampa pochi minuti prima delle 21 di martedì sera, diceva questo: "Facendo seguito a quanto comunicato lo scorso 4 novembre ed in ottemperanza alla informativa richiesta da Consob, Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. comunica che sono stati avviati contatti con il Ministero dell'economia e delle finanze, al fine di riavviare le interlocuzioni con Dg Comp (la Direzione per la concorrenza dell'Unione europea)". Tradotto in parole povere, si ricomincia a trattare dopo la brusca rottura di qualche settimana fa. Il mercato apprezza. Tutti sono in attesa di conoscere quali siano i piani del Mef, che ricordiamo è il maggiore azionista della banca con una quota del 64%, dopo che la pista Unicredit è naufragata. Ma è proprio così, tutto finito tra Mps e Unicredit?

Secondo alcuni rumors raccolti dal quotidiano il Messaggero il Tesoro avrebbe ora in mente di privatizzare la banca entro la fine del 2023, sempre che la Commissione europea non pretenda di anticipare la mossa. Questa operazione dovrebbe avere luogo in due tempi: prima "ripulendo" gli attivi, poi attraverso la collocazione sul mercato dell'azienda, una volta risanata, ad una banca che, attenzione, potrebbe essere Unicredit. Proprio lei. L'aumento di capitale necessario per risollevare il Monte dovrebbe aggirarsi intorno ai 3 miliardi. Di fatto questa ulteriore ricapitalizzazione, come riportato dagli analisti di Bestinver citati da il Sole 24Ore, vorrebbe dire cancellare gli azionisti di minoranza.

Il Tesoro avrebbe tentato di ottenere una proroga per restare nel capitale della banca senese altri due anni, ma Bruxelles avrebbe risposto di no. L'auspicio, ora, è di riuscire a strappare almeno diciotto mesi di tempo per condurre in porto l'operazione. Di fatto fino all'autunno 2023. L'Ue potrebbe accettare ma solo con un accordo che preveda il taglio dei costi del lavoro.

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